Le scommesse venivano selezionate da un "team di esperti" che, secondo il materiale illustrativo diffuso negli anni, utilizzava statistiche, analisi matematiche e algoritmi proprietari per individuare eventi caratterizzati da un'elevata probabilità di successo. Il sistema, stando a quanto insinuava il promotore, garantiva soldi facili: scommettendo ripetutamente su eventi sportivi quotati pochissimo le vincite sembravano essere altamente probabili e i rendimenti bassi, così, sarebbe potuti diventare, su lungo periodo, somme consistenti. Inoltre, le vincite, già tassate, non erano da includere nella dichiarazione dei redditi e potevano essere accreditate con facilità.