“Perché le banche non hanno inviato segnalazioni dopo i versamenti da decine di migliaia di euro in un giorno?”, se lo chiede l’avvocato delle vittime della “Scommessa Collettiva” che ha portato agli arresti domiciliari Mario Adinolfi.

Mario Adinolfi.

Si trova ai domiciliari Mario Adinolfi dopo che, questa mattina, i militari della Guardia di Finanza lo hanno raggiunto in casa per arrestarlo dopo le indagini sulla sua "Scommessa Collettiva", presentata come betting group. Dai pagamenti versati dai privati, però, nella maggior parte nessuno ha ottenuto alcuna somma di denaro, sebbene fosse promessa una percentuale garantita. Fanpage.it ha intervistato il legale di alcune delle vittime finite al centro del sistema di scommesse sportive messo in piedi da Adinolfi, l'avvocato Stefano Brustia.

È di questa mattina la notizia dell'arresto di Mario Adinolfi. Lei da tempo assiste persone che sono finite nella rete di "Scommessa Collettiva". Come hanno preso la notizia di questo provvedimento? I miei assistiti hanno accolto con sollievo la notizia del provvedimento della magistratura penale: temevano che Adinolfi potesse allontanarsi dall'Italia. Temevano soprattutto una sua fuga in Australia, visto che è cittadino australiano e già lo scorso febbraio aveva effettuato un breve viaggio lì. Non conosco i motivi dietro a quel viaggio, ma già allora alcuni miei clienti temevano che non sarebbe più rientrato in Italia.