L’Eurocamera approva a scrutinio segreto l’avvio della verifica sui valori fondanti per il partito di estrema destra Europa delle Nazioni Sovrane, di cui fanno parte Afd e Roberto Vannacci. Ecco cosa rischia adesso ESN Il Parlamento europeo ha autorizzato l’apertura di un’indagine nei confronti del partito politico europeo Europa delle Nazioni Sovrane (Esn). La formazione di estrema destra, che conta tra le sue fila i tedeschi di Alternative für Deutschland (AfD) e l’eurodeputato italiano Roberto Vannacci, è finita sotto la lente d’ingrandimento delle istituzioni di Bruxelles per verificare il reale rispetto dei principi democratici e dei diritti umani. Il voto dell’Eurocamera attiva per la prima volta un meccanismo di controllo che potrebbe incidere pesantemente sulla sussistenza economica della destra radicale in Europa: in ballo ci sono i finanziamenti ai partiti, che nel caso specifico ammontano a 2 milioni di euro per il 2026. L’APERTURA DELL’INDAGINE La decisione è stata adottata ieri sera dall’Aula di Strasburgo attraverso voto a scrutinio segreto con 414 voti favorevoli, 224 contrari e 18 astenuti. Occorre sottolineare che il pronunciamento non costituisce una condanna di merito né anticipa le conclusioni del dossier ma rappresenta il tassello burocratico indispensabile per consentire l’avvio formale dell’istruttoria. Inoltre, soto il profilo giuridico, l’indagine si concentra sul partito politico europeo, entità formalmente distinta dall’omonimo gruppo parlamentare che siede nell’assemblea legislativa. L’input per le verifiche è partito da una segnalazione della stessa Autorità di vigilanza, che ha ravvisato elementi di dubbio sulla compatibilità delle attività di Esn con i Trattati istitutivi dell’Unione. Esn raccoglie attualmente 27 europarlamentari caratterizzati da posizioni sovraniste estreme, tra cui spiccano i 15 delegati della compagine tedesca di AfD, i francesi di Reconquête e l’ex generale dell’Esercito Italiano Roberto Vannacci. Nel panorama politico dell’Eurocamera, la formazione si colloca su posizioni ancora più radicali rispetto al gruppo dei Patrioti. Il programma di Esn persegue infatti la restituzione della sovranità legislativa ai singoli Stati e l’attuazione di misure restrittive in materia di immigrazione, basate sul principio della remigrazione. COME HANNO VOTATO I PARTITI ITALIANI L’esito della votazione segreta ha evidenziato una netta polarizzazione tra le forze politiche europee. A favore dell’indagine si sono schierati i gruppi progressisti, centristi ed europeisti. Gli eurodeputati del Partito Democratico, inquadrati nel gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D), ma anche Alleanza Verdi e Sinistra e del Movimento 5 Stelle (divisi tra The Left e ed Europa Verde) nonché la delegazione di Forza Italia, appartenente al Partito Popolare Europeo (Ppe). Di parere opposto i gruppi della destra conservatrice e identitaria. I Conservatori e Riformisti Europei (Ecr), che includono Fratelli d’Italia, e il gruppo dei Patrioti, di cui fa parte la Lega, hanno espresso voto contrario. COME FUNZIONA L’ISTRUTTORIA E COSA PUÒ ACCADERE ADESSO L’attivazione della procedura avvia un percorso d’esame rigidamente normato che si sviluppa in più fasi successive. In primo luogo, l’Autorità indipendente apre formalmente l’istruttoria raccogliendo i documenti e le controdeduzioni del partito Esn, valutando anche la predisposizione di eventuali misure correttive. In questa fase è previsto l’obbligo di acquisire il parere del Comitato di personalità indipendenti, il quale emette una raccomandazione non vincolante ma autorevole. Al termine delle verifiche, qualora venga accertata una violazione manifesta e grave dei valori europei, l’Autorità ha il potere di decretare la cancellazione del partito dal registro ufficiale. Tale provvedimento non è tuttavia immediatamente esecutivo, poiché viene trasmesso al Parlamento europeo e al Consiglio. Le due istituzioni dispongono di un termine di tre mesi entro cui possono sollevare obiezioni. Se anche solo una delle due istituzioni decide di opporsi, la sanzione decade e il partito mantiene la propria iscrizione. In assenza di obiezioni, la de-registrazione diventa effettiva, determinando l’interruzione immediata dell’accesso ai canali di finanziamento pubblico europeo. CHE COS’È L’AUTORITÀ PER I PARTITI POLITICI EUROPEI (APPF) L’Autorità per i partiti politici europei e le fondazioni politiche europee (Appf) è un organismo indipendente dotato di personalità giuridica. Istituita originariamente dal regolamento numero 1141 del 2014, le sue funzioni e le sue prerogative sono oggi disciplinate dal regolamento di rifusione numero 2445 del 26 novembre 2025, che ha introdotto regole più severe in materia di trasparenza finanziaria, contrasto alle interferenze esterne e tutela dell’identità democratica dell’Unione. L’Appf esercita il controllo continuo sui requisiti di iscrizione dei partiti e vigila sulla corretta gestione dei fondi ricevuti. Tra i suoi vincoli principali figurano il divieto assoluto di utilizzare i finanziamenti comunitari per sovvenzionare direttamente o indirettamente partiti nazionali, candidati a elezioni o campagne referendarie. L’Autorità è legalmente rappresentata dal proprio Direttore, al quale spetta l’adozione formale di tutti i provvedimenti nel rispetto del pluralismo politico e della libertà di associazione.