L'estrema destra europea sotto la lente di Bruxelles. La plenaria del Parlamento europeo ha dato il via libera a un'indagine sul partito europeo dell'Europa delle nazioni sovrane (ESN), per verificare il rispetto, da parte del partito, dei valori fondanti dell'Ue. La procedura era stata avviata dopo che l'Autorità per i partiti e le fondazioni politiche europee (APPF), aveva informato le istituzioni Ue di fatti che sollevano dubbi sul rispetto di valori quali la democrazia, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani, requisiti necessari per la registrazione come partito politico europeo e per ricevere, come tale, fondi europei per il finanziamento delle attività del partito.

Il partito dell'Europa delle nazioni sovrane è nato nel 2024 soprattutto per iniziativa dell'estrema destra tedesca di Alternative für Deutschland, escluso pochi mesi prima dal gruppo Identità e Democrazia (che sarebbe poi diventato il partito dei Patrioti per l'Europa, con Orban, Le Pen e la Lega, in seguito alle elezioni europee del 2024). Tra gli altri membri ci sono i francesi di Reconquête di Eric Zemmour e soprattutto Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, confluito in ESN dopo l'uscita dalla Lega e quindi dal gruppo dei Patrioti. Con 414 voti favorevoli, 224 contrari e 18 astensioni nel voto a scrutinio segreto, la plenaria dell'Eurocamera ha ora autorizzato la procedura di verifica, che potrebbe portare a una decisione di cancellare il partito dal registro se riscontrata la violazione dei valori e in assenza di obiezioni da parte del Parlamento o del Consiglio Ue. Il lavoro del partito europeo però è separato da quello del gruppo politico all'Eurocamera, rispetto a cui costituisce un'entità giuridica separata. «La proposta sostiene che il partito potrebbe non rispettare i valori dell'Unione europea. Respingiamo fermamente questo approccio», ha commentato il gruppo di ESN al Parlamento europeo, secondo cui «i valori dell'Unione europea comprendono la democrazia, il pluralismo politico e la libertà di espressione. I rappresentanti eletti devono rimanere liberi di parlare apertamente delle preoccupazioni delle persone che rappresentano, senza la minaccia di procedure amministrative o di sanzioni finanziarie semplicemente perché le loro opinioni mettono in discussione il consenso politico». Il gruppo ha affermato di aver votato contro l'apertura della procedura, così come – a quanto si apprende da fonti parlamentari – il gruppo dei Conservatori e riformisti europei (di cui fa parte Fratelli d'Italia) e i Patrioti. Favorevole, invece, oltre ai gruppi del centrosinistra che hanno avviato la mozione raccogliendo più di 200 firme (sulle 180 necessarie) anche il principale partito di centrodestra, il Partito popolare europeo (PPE): «Siamo favorevoli all'avvio della procedura, e dirò di più: se in Esn non hanno nulla da temere, voteranno anch'essi a favore», aveva dichiarato un portavoce del PPE pochi giorni fa.