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Agire con partigianeria e sostenere una fazione senza oggettività è un comportamento che dovrebbe essere lontano anni luce dalle aule. Gli insegnanti dovrebbero esortarci a non leggere la storia con i paraocchi, a maggior ragione quando escono i quadri e bisogna effettuare bilanci. E proprio in questo frangente, però, arriva alla nostra casella la mail che non ti aspetti. Un professore di latino e greco di un liceo classico romano, racconta uno studente anonimo, non solo avrebbe espresso una visione più che parziale sul conflitto che si sta svolgendo in Medio Oriente, ma addirittura avrebbe paragonato le nostre istituzioni ai «miti carnefici» di Montale, ovvero a coloro che, pur macchiandosi di atrocità inaudite, continuano a vivere nell’indifferenza. «Avete vissuto questi tre anni di liceo – avrebbe scritto ai suoi discenti nel tradizionale messaggio antecedente alle vacanze - mentre si compiva lo sterminio a Gaza. Quello che è successo in questi tre anni nei confronti della popolazione civile innocente, dei bambini, degli anziani, delle donne, dei medici, dei giornalisti e anche dei giovani uomini (tutti terroristi di Hamas i giovani gazawi?) non dimenticatelo. Non dimenticate i responsabili: le donne e gli uomini di potere dei paesi cosiddetti civili e democratici, non solo chi ha premuto il grilletto, lanciato missili, sganciato bombe, guidato droni, ma anche chi ha prodotto e venduto armi, chi ha avuto responsabilità politiche, chi ha lucrato dividendi e fatto profitti, e chi è rimasto ignavo a guardare senza fare niente».