Ombre lucane sull’attentato a Ranucci: Lavitola, origini e legami in Basilicata. L’ex giornalista e imprenditore ha operato a lungo come intermediario e faccendiere per conto di Silvio Berlusconi anche in terra lucana in occasione di regionali e comunali.

Ombre lucane sull’attentato al conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, avvenuto a Pomezia nell’ottobre del 2025. Il mandante sarebbe l’imprenditore ed ex giornalista-editore Valter Lavitola, a cui viene contestato il reato di strage all’imprenditore ed ex giornalista-editore Valter Lavitola, lucano d’origine. L’uomo nei giorni scorsi è stato oggetto di una perquisizione da parte dei carabinieri del Nucleo investigativo di Roma e Frascati su disposizione degli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia della Capitale. “Quando ci possiamo vedere? Se Dio vuole quando esco dal carcere”. Ma lei è sicuro? “Penso di sì”. Così Lavitola, intercettato ieri da LaPresse mentre rientrava nella sua abitazione a Roma. “Non parlo.

Scusatemi, ma l’avvocato mi ha detto che se parlo con i giornalisti mi lascia”, ha poi aggiunto. L’ex giornalista e imprenditore, che sarà ascoltato oggi in Procura a Roma, ha un legame forte con la Basilicata. Lavitola è il figlio di Pasquale, noto cardiologo ed endocrinologo, originario di Noepoli, centro potentino di appena 700 anime, che in seguito si è stabilito a Salerno per motivi professionali, città dove è poi nato il figlio Valter.