Il Digital Product Passport evolve da strumento di conformità a infrastruttura strategica per l’AI industriale. I dati certificati di prodotto diventano asset economici, aprendo nuove tensioni tra produttori, piattaforme, filiere e istituzioni sulla governance e sul controllo del valore
Università degli Studi di Napoli “Parthenope”
Il Digital Product Passport è oggi uno strumento di trasparenza e tracciabilità. L’intelligenza artificiale potrebbe trasformarlo in qualcosa di radicalmente diverso, un motore di intelligenza industriale capace di generare valore predittivo ed economico a partire dai dati certificati di prodotto.
Questa integrazione non è scontata né automatica: richiede infrastrutture solide, standard interoperabili, scelte architetturali consapevoli. Ma è la direzione verso cui il sistema si sta muovendo. E nel momento in cui i dati del DPP diventano materia prima per sistemi intelligenti, il loro valore cresce in modo esponenziale e con esso cresce la competizione tra attori per controllarli, accedervi e sfruttarli.
Produttori, piattaforme, filiere e istituzioni si trovano a giocare una partita in cui la posta non è più la conformità normativa, ma il controllo dell’intelligenza industriale che emerge dai dati di prodotto. Questo articolo argomenta perché la governance dei dati sia oggi la vera variabile strategica da presidiare.







