"I fatti sono provati. Le missive contengono cose gravi. Molto forti. E’ provata anche la violenza sessuale", dice il pm Niccolò Ludovici chiedendo al collegio Frangini 9 anni per l’imputato che non è presente in aula. Si trova recluso in un carcere siciliano per reati diversi.

"Non si è limitato a mandare lettere ma ha incaricato persone di metterle nella cassetta della posta della sua ex compagna. Poi le videochiamate e telefonate, la faceva pedinare – sottolinea l’avvocato Maurizio Forzoni che rappresenta le parti civili, madre e figlia – tanto che poi le diceva come era vestita quando usciva. La mia assistita si è trasferita in un altro paese della nostra provincia insieme alla figlia". Quest’ultima, secondo quanto emerso dall’inchiesta, avrebbe messo le mani addosso alla giovane mentre si trovavano nella sala colloqui, palpeggiandola e toccandola.

L’avvocato Di Lorenzo di Palermo che difende il 31enne accusato appunto di stalking alla ex e di violenza nei confronti della figlia, invita il collegio a calare l’accaduto nel contesto. "L’uomo era recluso, non c’erano timori per l’incolumità fisica, come faceva a mettere in atto le cose stando in cella? E ancora: la persona offesa continuava a frequentare l’uomo anche dopo le lettere. La denuncia è stata fatta dopo 14 mesi, non ci sono inoltre riscontri medici".