Sia Trenord sia Atm esprimono dispiacere per quanto denunciato da Pietro Argentieri e assicurano che l’accessibilità è una priorità. "Siamo dispiaciuti per il disagio segnalato e stiamo approfondendo quanto accaduto – fanno sapere da Trenord –. Abbiamo ribadito ai colleghi che operano a bordo dei treni l’importanza di supportare i passeggeri a ridotta mobilità per l’intero viaggio; anche nel caso in cui i posti a loro riservati risultano indebitamente occupati da altri viaggiatori. L’accessibilità è per noi un impegno concreto e costante. Nel 2025 il team Trenord dedicato all’assistenza ai passeggeri a ridotta mobilità ha supportato il viaggio di oltre 29.100 clienti; il 2% in più rispetto al 2024. Un dato che conferma una domanda crescente di assistenza e ci sprona a continuare a migliorare il servizio, in collaborazione con i gestori delle infrastrutture, per un servizio ferroviario sempre più accessibile".
Anche Atm si dice "molto dispiaciuta per quanto accaduto e consapevole che per un passeggero con mobilità ridotta anche un ascensore o un solo montascale fuori servizio rappresenta il 100% del disagio e compromette l’esperienza di viaggio, per questo il nostro personale ha fatto il possibile per supportare il passeggero". Dall’azienda di trasporto milanese spiegano che l’ascensore alla stazione di Cadorna, nel giorno indicato da Argentieri, era fermo per un guasto elettrico e da una settimana a questa parte si è fermato di nuovo per un problema al motore. Quanto ai montascale, Atm precisa che da direttive nazionali deve essere attivato solo dall’operatore di stazione. La stessa azienda ieri ha chiamato Argentieri scusandosi per il disagio.







