Firmata da maggioranza e opposizione, la riforma dà al presidente 4 consulenti fiduciari e rende facoltativo il portavoce. Budget invariato a 5,9 milioni.
Massimiliano Manfredi, presidente del Consiglio regionale della Campania
Non era passato un anno da quando il Consiglio regionale della Campania aveva approvato il regolamento che disciplina gli uffici di staff dei suoi organi politici, che quello stesso regolamento torna in Aula, con una nuova maggioranza, per essere riscritto in toto e con novità importanti. Il testo originario «Organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione a supporto degli organi politici» era stato approvato il 30 luglio 2025 e pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione l'11 agosto successivo.
Il 3 luglio 2026 è arrivata una proposta di modifica importante, firmata dall'intero ufficio di presidenza dell'Aula ovvero centrodestra e centrosinistra, il presidente Massimiliano Manfredi e insieme a lui Luca Trapanese, Giuseppe Fabbricatore, Giovanni Porcelli, Livio Petitto, Lucia Fortini e Michela Rostan. Il testo è stato assegnato alla Prima commissione permanente per l'esame di merito, con il parere della Seconda commissione e della Giunta per il regolamento. Gli uffici di diretta collaborazione, o Udc, sono le strutture che affiancano il presidente del Consiglio, i componenti dell'Ufficio di presidenza, i presidenti delle commissioni e i gruppi consiliari: segreterie, consulenti, portavoce. Sono per definizione uffici «di fiducia», cioè legati alla permanenza in carica del politico che li nomina, e per questo seguono regole di selezione diverse da quelle della pubblica amministrazione ordinaria. È proprio su questo perimetro – chi può essere nominato, con quali requisiti, con quali soldi – che intervengono le modifiche proposte.







