HomeCronacaDonne in guerra. Il coraggio dell’Usignolo"Non può essere vero" commentò Isabelle. "Il peggio può sempre essere vero", ribattè suo padre. (…) Vianne detestò ciò che...Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"Non può essere vero" commentò Isabelle. "Il peggio può sempre essere vero", ribattè suo padre. (…) Vianne detestò ciò che vide negli occhi di sua figlia in quel preciso istante. Non c’era niente di giovane nel suo sguardo: né innocenza, né ingenuità, né speranza. Nemmeno dolore. Soltanto rabbia.
Francia, 1940. Nel paesino di Carriveau Vianne Mauriac saluta il marito Antoine che sta andando al fronte. Non credeva che i nazisti avrebbero attaccato la Francia, ma da un giorno all’altro si ritrova circondata da soldati tedeschi, carri armati, aerei che scaricano bombe. Con il marito al fronte, è obbligata a ospitare il nemico in casa e da lì ogni suo movimento è tenuto d’occhio, lei e sua figlia sono in costante pericolo. Senza più cibo né denaro, in un crescendo di paura, si troverà costretta a prendere decisioni difficili.
Isabelle, la sorella di Vianne, è una diciottenne ribelle in cerca di un obiettivo cui dedicarsi con tutta l’incoscienza della giovinezza. Mentre lascia Parigi insieme a migliaia di persone (e qui il lettore respira e rivive la stessa soffocante atmosfera di quel libro straordinario che è Suite francese di Irène Némirovsky), Isabelle incontra Gaëtan, un partigiano. Rapita dalle idee e dal fascino del ragazzo, decide di unirsi alla Resistenza.







