"Vogliamo la verità.

Vogliamo che tutta la società civile si mobiliti.

Perché un uomo non deve nemmeno alzare un dito su una donna. E siamo noi genitori a doverlo insegnare ai figli. Sono le scuole a dover educare al rispetto e non alla rivalità". A sostenerlo, in un audio diffuso attraverso i legali che ora seguono la vicenda giudiziaria per la famiglia, Fabrizio Ventimiglia e Marco Giannone, è Mariangela Auddino, la mamma di Zoe Trinchero, 17 anni, uccisa nell'Astigiano la notte tra il 6 e il 7 febbraio, a Nizza Monferrato.

"Mi rivolgo ai giornalisti anche - prosegue -. Prima o poi il mio cuore rallenterà e il cervello acquisirà di nuovo un minimo di lucidità e sarò anche in grado di parlare. Mentre prendo fiato per mantenermi viva. Perché per ora sto cercando di fare quello. Rimanere viva. Però queste parole sono rivolte a chi sta sostenendo Zoe, i suoi diritti e noi come famiglia. Ci state facendo, mi state facendo sentire sostenuta e Dio solo sa di quanto sostegno ora ho bisogno per aprire gli occhi al mattino e trovare il coraggio di affrontare un'altra giornata".

"Zoe. Il suo nome - dice della figlia - significa l'essenza della vita. Alla vita, al diritto alla vita, al diritto di dire di no quando si vuole dire di no. E io me ne farò portavoce.