Alla Fondazione Ricci di Barfga fino al 2 agosto prossimo, prosegue la mostra "La felice magia. Scene e costumi di Gillian Armitage dal Teatro inglese a Opera Barga", che vede la cura scientifica di Anna Maria Zampolini e la direzione organizzativa e progetto di allestimento di Cristiana Ricci. Il percorso di vita di Gillian Armitage Hunt viene raccontato in questa bella esposizione: coraggio e creatività i fili conduttori nel teatro britannico e nel Festival Opera Barga: insieme al marito Peter hanno scritto una pagina fondamentale della storia culturale di Barga. La vita di Gillian Armitage (1928-1995) è iniziata in una famiglia agiata ma segnata da due tragedie. E, tutta, è stata dedicata al teatro: in Gran Bretagna e in Italia. I genitori morirono nel 1941 a Plymouth durante la Seconda guerra mondiale in uno dei bombardamenti della massiccia campagna nazista di attacchi aerei contro le città del Regno unito: Gillian con la sorella furono adottate dai nonni materni. Gillian avrebbe potuto restare nell’ambiente agiato in cui era nata, ottenne dal nonno di iscriversi alla scuola d’arte Goldsmiths’ di Londra e dopo il diploma iniziò a disegnare scene e costumi per il teatro e così conobbe il futuro marito Peter Hunt, attore e regista. Purtroppo all’inizio degli anni ‘60, dopo il matrimonio e la nascita dei primi tre figli, la loro carriera nel teatro britannico si interruppe: a causa dei problemi di salute di Peter, i coniugi Hunt decisero di trasferirsi in Italia nel 1964 e finirono con lo scegliere Barga. E qui, Peter e Gillian scelsero il Teatro dei Differenti per farne la sede di un festival di musica barocca.