Il profumo del tartufo bianco si trasforma nella firma di un territorio che vuole farsi conoscere tutto l’anno, unendo identità, turismo e sviluppo. La Mostra del tartufo bianco delle Colline Sanminiatesi compie un salto di qualità e si candida a diventare il motore di promozione di un’area che coinvolge oltre trenta Comuni tra Pisa e Firenze. La strategia è stata presentata nella cornice di Borgo Bucciano, dove è stato illustrato il piano di comunicazione che accompagnerà la 55esima edizione della manifestazione organizzata dalla Fondazione San Miniato Promozione, guidata dalla presidente Azzurra Gronchi (nella foto). Un percorso – è stato detto – nato lo scorso anno e oggi pronto a consolidarsi attraverso nuovi strumenti digitali, una comunicazione coordinata e una rete territoriale sempre più forte.

"Vogliamo valorizzare insieme il territorio e le sue ricchezze", ha spiegato Gronchi, sottolineando la volontà di costruire una promozione con uno sguardo internazionale. Un ruolo centrale continuerà ad averlo il Mutart, il museo del tartufo delle Colline Sanminiatesi, custode della memoria dei cavatori e della storia di uno dei prodotti simbolo della Toscana. "Il nostro sogno è che l’area delle Colline Sanminiatesi diventi le Langhe della Toscana – ha detto il sindaco Simone Giglioli –. Il percorso avviato lo scorso anno è destinato a consolidarsi e a crescere nel tempo. Per questa edizione le principali novità sono due: il completo riallestimento degli spazi della Mostra, anche in considerazione dei lavori che interessano Corso Garibaldi e Piazza del Duomo e la scelta di presentare la manifestazione già in estate. È fondamentale consentire agli operatori del settore e ai circuiti turistici di programmare con anticipo la loro partecipazione. "La nuova identità della Mostra racconta perfettamente il percorso che stiamo costruendo – ha aggiunto la vicesindaca Azzurra Bonaccorsi –. L’obiettivo è offrire ai visitatori un’esperienza sempre più completa, capace di far conoscere non soltanto il tartufo, ma anche il paesaggio, i borghi, le produzioni tipiche e la qualità dell’accoglienza. La Regione Toscana accompagnerà il progetto, come evidenziato da Brenda Barnini, presidente della commissione sviluppo economico e rurale, puntando su qualità, identità e promozione condivisa.