Il cielo elettorale s’addensa

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«Cape cod Sunset» di Hopper, una delle opere che saranno esposte

di Mario FerrariPISALe finestre illuminate, i bar immersi nel silenzio, le lunghe ombre del tramonto: l’America silenziosa e solitaria di Edward Hopper arriva sui Lungarni. A quello che è considerato uno dei più importanti pittori americani del Novecento è dedicata la grande mostra autunnale di Palazzo Blu. Dal 14 ottobre al 7 marzo saranno oltre 150 le opere, provenienti dal Whitney Museum of American Art di New York, esposte a Pisa: uno sguardo completo sulla carriera dell’artista che più di ogni altro ha saputo raccontare la solitudine, la modernità e i paesaggi urbani negli Stati Uniti dell’American Way. Promossa dalla Fondazione Palazzo Blu, organizzata dal Whitney Museum of American Art insieme a MondoMostre e con il contributo di Fondazione Pisa, l’esposizione ripercorre l’intero cammino artistico di Hopper seguendo i luoghi che ne hanno costruito l’immaginario. C’è New York, dove visse e lavorò per quasi sessant’anni e che divenne il teatro privilegiato della sua ricerca; c’è Parigi, scoperta durante i soggiorni europei e decisiva nella sua formazione; e c’è il New England, con le sue coste, i fari, le case isolate e i paesaggi destinati a entrare stabilmente nella sua pittura. Curata da Kim Conaty e Barbara Haskell, entrambe del Whitney Museum, la mostra riunisce dipinti a olio, acquerelli, disegni, acqueforti e opere che coprono l’intera produzione dell’artista, affiancate da lavori di alcuni suoi contemporanei e da un importante nucleo di materiali provenienti dal Sanborn Hopper Archive. Lettere, fotografie, taccuini, documenti e pagine di diario consentono di entrare nel laboratorio creativo del pittore, ricostruendone il metodo di lavoro e offrendo uno sguardo inedito sulla nascita di immagini che hanno segnato la storia dell’arte del Novecento. Il percorso espositivo è articolato in cinque sezioni – "Gli esordi", "Parigi", "New York", "New England" e "Jo ed Edward" – e dedica un’attenzione particolare anche alla figura di Josephine Hopper. Pittrice, compagna di vita e collaboratrice dell’artista, Jo ebbe un ruolo determinante non solo come modella di molte opere, ma anche nella catalogazione, conservazione e trasmissione dell’intero patrimonio creativo del marito, contribuendo in modo decisivo alla costruzione della sua memoria artistica. Insomma, non una semplice retrospettiva, ma un viaggio dentro l’universo di Hopper, seguendone l’evoluzione attraverso i luoghi, le esperienze e le relazioni che hanno dato forma a uno stile diventato inconfondibile e capace di influenzare, oltre alla pittura, anche il cinema, la fotografia e l’immaginario visivo contemporaneo. In vista dell’apertura è già partita anche la vendita promozionale Early Bird del biglietto Open, acquistabile fino al 30 settembre e utilizzabile in una data a scelta per tutta la durata della mostra.