FOLIGNO - L’Ospedale di Foligno si dota di uno strumento all’avanguardia per la radioterapia intraoperatoria. Si tratta di un acceleratore lineare che, dopo i collaudi coordinati dall’Ingegneria clinica aziendale, è entrato a pieno regime al San Giovanni Battista. Massima sicurezza per gli operatori sanitari, tempi ridotti per le pazienti ma soprattutto più efficacia nelle cure. Questi gli obiettivi che saranno raggiunti grazie all’aggiornamento del macchinario. Un avanzamento tecnologico che è stato reso possibile grazie a una donazione della Fondazione Cassa di Risparmio, da tempo impegnata per il potenziamento per la sanità pubblica. "Investire in tecnologia - afferma Monica Sassi, presidente di Carifol -, qualità dei servizi e capacità di cura significa investire direttamente nel benessere e nella qualità della vita delle persone". "La grande innovazione - spiega la Direzione dell’azienda sanitaria - risiede nella straordinaria semplificazione del percorso di cura per le donne colpite da tumore al seno. La metodica consente di somministrare l’intera dose di radioterapia direttamente in sala operatoria, nello stesso momento in cui viene asportato il tumore". In questo modo le pazienti potranno completare il trattamento in una sola giornata, senza dover effettuare altre sedute di radioterapia in seguito all’intervento. Il percorso tradizionale, infatti, prevedeva dai cinque ai quindici appuntamenti da effettuare nell’arco di tre settimane. "Si azzerano - continua la Direzione - i continui viaggi verso i centri di radioterapia, si riduce lo stress psicofisico per le donne e si liberano posti preziosi riducendo le liste di attesa". Alla Brest Unit di Foligno, guidata dal dottor Gianfranco Lolli, sono 250 i nuovi casi di tumore al seno che vengono trattato ogni anno.