MOGLIANO (TREVISO) - Ubriachi e su di giri picchiano un ragazzo egiziano diciannovenne, offendono una ragazza minorenne e se la prendono con la mamma cubana di quest'ultima, che prova a difenderla. Infine picchiano anche il padre, un sessantasettenne italiano a cui fanno saltare diversi denti. È questo il bilancio della serata per due coppie di giovani un trentaquattrenne moldavo e un trentaduenne albanese, insieme a due italiane di 28 e 25 anni ritenuti responsabili, assieme ad altri, della maxi rissa scoppiata lunedì sera alle 23.30 in piazza dei Caduti. Un crescendo di provocazioni sfociato in uno scontro violento, tra lanci di bottiglie, pugni e spintoni, sviluppatosi in due fasi distinte. Il bilancio è ancora una volta pesante: sette feriti smistati in due ospedali e sette denunce per rissa da parte dei carabinieri, intervenuti col giubbotto anti-lama. Sullo sfondo, l'inquietudine dei residenti, alimentata dal terzo episodio violento in appena quattro giorni. «Prima o poi ci scappa il morto» commentano nel bar accanto a dove è avvenuto lo scontro.

Le provocazioni Ieri, a terra, restava una lunga scia di gocce di sangue dalla Galleria Azzoni Avogadro fino a piazza dei Caduti. Gli esercenti delle botteghe, indicando le macchie ormai attenuate, spiegavano: «Abbiamo pulito via il sangue per non impressionare i clienti». Tutto è avvenuto all'angolo sud-ovest della piazza, vicino al bar Eden. In zona c'erano almeno una decina di persone: da una parte alcune ragazze adolescenti, dall'altra le due coppie in stato di ubriachezza. Alcuni clienti del bar, seduti ai tavoli del plateatico, hanno assistito alla seconda rissa, quando i genitori di una delle ragazze sono intervenuti dopo le offese rivolte alla figlia. Ma c'è anche un pregresso. Il primo a essere ferito è stato infatti un diciannovenne egiziano, colpito da tre persone i due uomini e una delle ragazze. Le cause non sono ancora chiare: non si esclude centrino gli stupefacenti. Il giovane è stato medicato al pronto soccorso con lesioni lievi. Ma poco dopo il primo intervento, tempo di ricoverare il primo ferito, è scattata una seconda fase. Le due coppie, in stato di ubriachezza, hanno preso di mira anche la figlia di una 38enne cubana e del marito 67enne. Questi ultimi due stavano cenando in un ristorante poco distante quando la ragazza li ha avvisati di essere stata presa di mira. «Era soprattutto una delle giovani taliane a provocare e offendere la ragazza, in particolare una giovane», racconta un testimone. «A un certo punto ha anche mostrato un coltello. Sembrava proprio stessero cercando una scusa per menare qualcuno». La 38enne è arrivata in piazza (con un passeggino e una bimba piccola) per difendere la ragazza, ma è stata colpita al volto da uno dei quattro provocatori. A quel punto è intervenuto anche il marito, infuriato: ne è nata la rissa più violenta. L'uomo è stato colpito in faccia, è caduto a terra e ha riportato le ferite più gravi, ma è anche riuscito a sferrare qualche pugno ai rivali. «Sì, c'era anche un passeggino: alcuni clienti sono intervenuti per spostarlo. Poi qualcuno ha lanciato una bottiglia di birra, che è esplosa contro il muro». Quando i carabinieri sono intervenuti, la tensione era ancora alta. Nessuno dei presenti ha tentato di fermare lo scontro: per ora tutti i coinvolti saranno denunciati per rissa. L'area è coperta da sistemi di videosorveglianza e le immagini saranno acquisite per chiarire la dinamica e le singole responsabilità. Questa volta i due fratelli nordafricani sospettati per l'aggressione di via Pia e già denunciati per le scorribande di giovedì sera non c'entrano. Un elemento che accende un nuovo campanello d'allarme: il problema della sicurezza in centro non riguarda soltanto loro.