Stalker a scoppio ritardato. Due anni fa si erano scambiati i numeri di telefono ad una festa tra amici. Poi più nulla. Nemmeno uno squillo e nessun messaggio tra Maria Cristina (nome di fantasia), all’epoca 15enne, e un ragazzo di Casoria, all’apparenza simpatico e affabile, che aveva compiuto da poco 20 anni. Un silenzio che si è rotto nello scorso mese di gennaio, quando l’ormai 23enne, contatta la ragazza chiedendole di fidanzarsi. Ma il netto rifiuto di Maria Cristina ha finito per innescare la rabbia del 23enne, che per mesi l’ha perseguitata su whatsapp con valanghe di messaggi dai toni deliranti, minacciosi, nascondendosi dietro falsi profili.

Martina Carbonaro, la docente ai pm: «Mi raccontò del suo ex»L’altro giorno il 23enne tocca l’apice della follia inviandole un messaggio inequivocabile: «Ti faccio fare la fine di Martina Carbonaro». Martina è la quattordicenne di Afragola uccisa a colpi di pietra dall’ex fidanzato Alessio Tucci, reo confesso del delitto, che non accettava la fine della loro relazione. Una minaccia da far gelare il sangue, seguita da un altro messaggio: «Ti faccio uscire su Canale 5, dopo averti sparato». Il terrore Ieri, questo scellerato è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Casoria, diretta dal capitano Valentina Binachin, mentre sostava di fronte alla caserma nella quale erano entrate Maria Cristina e la mamma, pure pesantemente minacciata e offesa dal 23enne. Anzi, il giovane continuava a inviare alla 17enne decine di fotografie ritraenti l’edificio della compagnia dei carabinieri, per «farle sapere» che l’avrebbe aspettata fuori per ucciderla. E non ha fatto una piega quando i carabinieri lo hanno ammanettato e condotto in carcere per atti persecutori. Ora è in attesa di essere processato. Ma il terrore e la paura di Maria Cristina e dei suoi genitori non si è allentato nemmeno di un millimetro. Le vittime di questo stalker temono che possa essere rimesso in libertà, anche se con misure cautelari come il divieto di avvicinamento e quello di frequentare gli stessi luoghi della vittima o magari la sorveglianza vigilata da un braccialetto elettronico. Del resto, come dare torto a queste paure, visto che fino a giugno in Italia si sono registrati 27 femminicidi e ben 54 tentati femminicidi, commessi tra l’altro anche da stalker nei cui confronti erano state disposte misure cautelari che non hanno impedito di uccidere. Su questa ennesima storiaccia è intervenuto il sindaco di Casoria, dove abitano vittime e carnefice. «Sono frasi che fanno paura e che non possono essere sottovalutate», dice Raffaele Bene. Il primo cittadino evidenzia la gravità del richiamo alla vicenda di Martina Carbonaro contenuto nelle minacce: «Quel riferimento ci colpisce profondamente e rende ancora più evidente quanto sia necessario continuare a lavorare sulla prevenzione della violenza. Alla giovane e alla sua famiglia va tutta la vicinanza dell'amministrazione comunale». Il sindaco ha poi voluto ringraziare i militari dell'Arma: «La loro competenza e la loro sensibilità hanno consentito di intervenire rapidamente. Denunciare è fondamentale e le istituzioni devono essere sempre pronte a proteggere chi trova il coraggio di farlo. Noi - ha sottolineato - continueremo a investire in educazione, legalità e rispetto. Casoria non lascerà mai sole le vittime». Le chat L’incubo per Maria Cristina e dei suoi famigliari è iniziato all’improvviso nello scorso mese di gennaio, quando dopo due anni di assoluto silenzio il 23enne invia alla ragazza un primo messaggio: «Come stai»; poi un secondo: «È passato tanto tempo, ma ti ho sempre pensato», e a seguire altri dal tono innocente. E poi arriva la proposta di fidanzamento. Uno choc. Subito respinta da Maria Cristina. Quel «no» deciso è la miccia che fa esplodere la follia. I toni si fanno sempre più minacciosi. «Ti devo rovinare! Infame mi hai spezzato il cuore! Buona notte domani muori!». Un attacco violento, alimentato anche dai messaggi di profili fake con foto della 17enne, il suo numero di telefono con la scritta bene in evidenza «Contattatemi per amicizia». Poi il terrore puro con il messaggio: «Ti faccio uscire al Tg5», con allegato un link della notizia della morte di Martina Carbonaro. «Ti faccio fare questa fine! Ti faccio uscire al tg5! Tu sei infame ti devo sparare». Ieri l’arresto.