Lampedusa.
Un cancello di ferro di foggia piuttosto “burocratica” separa due mondi diversi e paralleli che si incontrano solo per poche ore.
Al di qua delle grate quelli che di carestie, di fughe dalla guerra, di fame e di violenze ne hanno solo sentito parlare o al massimo ne hanno letto e dall’altra parte del cancello invece quelli che la carestia, la fuga dalla guerra, la fame e le violenze le hanno subite sulla propria pelle.
Siamo entrati dentro l’hotspot di Lampedusa, il posto che per anni è stato una specie di girone infernale per chi già arrivava dall’inferno e che ora – con la gestione della Croce Rossa Italiana – è il primo approdo sicuro per chi è sopravvissuto alla traversata del Canale di Sicilia.
Oltre il cancello un vialone largo una decina di metri separa i capannoni che scandiscono l’arrivo e la “rinascita” dei migranti.













