Quando davanti ad un tabellone acceso in un aeroporto si legge del propro volo in ritardo, con le file che subito si formano al banco informazioni, c'è una domanda che, più di altre, rimbalza: “A cosa ho diritto, esattamente?”. Per anni, nel trasporto aereo europeo, il problema non è stato solo il disservizio. È stata soprattutto l’opacità. Diritti scritti ma difficili da far valere, rimborsi lenti, regole interpretate in modo diverso, costi extra spuntati all’ultimo clic. Ora l’Unione europea prova a rimettere ordine.
Oggi il Parlamento europeo ha confermato in via definitiva in plenaria il compromesso raggiunto con il Consiglio dell’UE sulla revisione delle norme sui diritti dei passeggeri aerei, con 646 voti favorevoli, 12 contrari e 3 astensioni. Il cuore della riforma è chiaro: chi subisce un disservizio dovrà avere più tempo per chiedere il risarcimento, ma le compagnie avranno tempi certi e più stretti per rispondere; il prezzo del biglietto dovrà essere più leggibile; il bagaglio a mano dovrà comparire da subito nell’offerta economica; famiglie, minori e persone con disabilità avranno tutele più forti. Resta ancora un ultimo passaggio formale: la conferma del Consiglio prevista entro l’inizio di agosto 2026, poi la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE e un periodo di adeguamento di un anno per Stati e operatori.















