VITTORIO VENETO (TREVISO) - Ci sono vittorie che valgono più di una medaglia. E ce ne sono altre che iniziano proprio nel momento in cui si decide di rinunciarvi. È quanto accaduto nei giorni scorsi al 30° Ferrarameeting, storica manifestazione di atletica leggera disputata a Ferrara, dove il 15enne velocista noalese Elia Pelosin, atleta al primo anno in Silca Ultralite Vittorio Veneto, ha regalato al pubblico una lezione di sport destinata a rimanere impressa nella memoria di tutti i presenti.
La gara Nella gara degli 80 metri, infatti, sul traguardo il più veloce è stato Marcel Lydzinski, coetaneo polacco dell'MKL Torun, che ha preceduto proprio Pelosin. Ma il regolamento della manifestazione prevede che gli atleti non tesserati in Italia non possano concorrere alla classifica ufficiale. Così, al momento delle premiazioni, sul gradino più alto del podio è stato chiamato l'atleta veneziano. Un successo che, però, Elia ha sentito di non aver realmente conquistato. Senza esitazioni è dunque sceso dal podio e ha aspettato che anche Marcel venisse chiamato dagli organizzatori per ricevere almeno un riconoscimento simbolico. Quando il ragazzo polacco si è avvicinato Pelosin gli ha quindi consegnato la propria medaglia d'oro, riconoscendolo come il vero vincitore della gara. Un gesto spontaneo, nato dalla consapevolezza che il cronometro aveva già espresso il suo verdetto. Quel primo posto, semplicemente, apparteneva a chi aveva corso più veloce, tanto che la scena ha emozionato tutto il pubblico presente al campo scuola "Giampaolo Lenzi". Gli applausi dagli spalti hanno difatti accompagnato i due ragazzi protagonisti di un momento che ha saputo andare oltre il risultato sportivo e che ha restituito all'atletica uno dei suoi valori più autentici: il rispetto dell'avversario. Anche perché Marcel ed Elia (talento anche nei 600 metri) prima di quella sera non si erano mai conosciuti. Vivono ad oltre mille chilometri di distanza e probabilmente non immaginavano che una semplice gara avrebbe creato un legame così speciale.L'emozione «Quando abbiamo visto che Elia era in realtà secondo nella classifica generale non abbiamo avuto dubbi su cosa fosse giusto fare - sottolinea l'allenatore di Elia, Lionello Bettin - Ne abbiamo parlato poi con lo speaker e il risultato finale è stato di un abbraccio collettivo dello stadio ai due ragazzi. Una bella emozione». «Quello di Pelosin è stato davvero un bel gesto - afferma invece Aldo Zanetti, presidente di Silca Ultralite - Gli organizzatori ci hanno persino ringraziato con una mail. D'altronde, è proprio bello quando ragazzi così giovani si comportano così all'insegna del fair play senza aver per forza in testa solo la vittoria». Pelosin ha dunque dimostrato una maturità rara, ricordando a tutti che il significato più profondo dello sport non si misura soltanto con il cronometro o con una classifica, ma anche con la capacità di riconoscere il merito degli altri. Perché le medaglie finiscono in una bacheca, mentre esempi come quello di Elia restano incisi nella memoria di chi li ha vissuti.








