Elia Viviani, 36 anni nato a Isola della Scala nel Veronese, leggenda del ciclismo italiano, olimpionico di Rio 2016 nell'Omnium chiude la carriera con 90 vittorie, un titolo europeo, un tricolore, 5 tappe al Giro, una al Tour e 3 alla Vuelta . Ma prima dell’addio gareggerà ancora al Giro del Veneto e ai Mondiali su pista in Cile (e non poteva che chiudere così). Portabandiera dell'Italia alle Olimpiadi posticipate per la pandemia di Tokyo 2020 insieme alla campionessa del tiro a volo Jessica Rossi, Viviani si è messo in evidenza per il suo stile, la classe e la sua onestà intellettuale. Amatissimo in gruppo e rispettato dagli avversari, persona di livello, ha il profilo giusto per entrare in Nazionale dall’altra parte della barricata ed occuparsi della gestione di organizzazione e atleti.

Elia, racconti. Il Giro del veneto di mercoledì 15 ottobre sarà una festa?

"Sì. Ho confezionato tutto quando ho saputo che il Giro del Veneto arrivava a Verona. E’ stato un viaggio incredibile. Prendo tutto con piena serenità e ho una grande motivazione per chiudere al meglio la stagione. Il gran finale e spero molto divertimento sarà la Sei Giorni di Gand, in Belgio”.

Come è maturata la sua decisione?