Roma, 7 luglio 2026 – Un incentivo mirato, temporaneo e selettivo per spingere le imprese a trasformare i contratti a termine dei giovani in rapporti a tempo indeterminato. È questo il senso della nuova agevolazione illustrata dall’INPS con la circolare n. 72 del 3 luglio 2026, che dà attuazione all’articolo 4 del decreto-legge n. 62 del 30 aprile 2026, convertito nella legge n. 112 del 25 giugno. Il provvedimento rientra nel pacchetto su salario giusto, incentivi all’occupazione e contrasto al caporalato digitale. Il meccanismo prevede, per i datori di lavoro privati, l’esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali a loro carico. Restano esclusi dall’agevolazione i premi e i contributi dovuti all’INAIL. Il beneficio può durare al massimo 24 mesi e non può superare i 500 euro al mese per ciascun lavoratore stabilizzato. In due anni, dunque, il vantaggio potenziale può arrivare fino a 12mila euro per rapporto trasformato.
Date e requisiti: non è un bonus per nuove assunzioni
Il punto da chiarire subito è che non si tratta di un incentivo per assumere da zero. La misura riguarda esclusivamente la trasformazione a tempo indeterminato di rapporti a termine già esistenti. Sono agevolabili le trasformazioni effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026 di contratti a tempo determinato instaurati entro il 30 aprile 2026, senza interruzione e con durata complessiva non superiore a dodici mesi. La scelta del legislatore è precisa: non finanziare qualunque ingresso nel mercato del lavoro, ma premiare il passaggio dalla precarietà alla stabilità. L’obiettivo è evitare che l’incentivo venga usato per moltiplicare contratti brevi e spingere invece le aziende a consolidare rapporti già avviati.










