Nigel Farage sì è appena dimesso da parlamentare UK. Negli ultimi mesi è stato sotto due indagini parlamentari per soldi ricevuti e mai dichiarati. Il primo caso: 5 milioni di sterline da un azionista di Tether (una criptovaluta), arrivati proprio mentre Farage si opponeva a una sterlina digitale pubblica che avrebbe danneggiato quell'azionista. Il secondo caso: alloggio, sicurezza e supporto social pagati da un uomo condannato per riciclaggio, ricevuti prima della sua elezione. In entrambi i casi Farage non nega di aver preso i soldi: dice solo che non deve spiegare perché. E lo dice da uno che, a gennaio, è già stato beccato 17 volte a non dichiarare guadagni nei tempi giusti. Ha deciso di ripresentarsi alle prossime elezioni suppletive per chiedere un “verdetto popolare” sul caso.

La domanda non è se Nigel Farage abbia violato il codice di condotta dei parlamentari britannici: su quello la risposta arriverà dai canali opportuni. La domanda è un'altra: cosa comprano, esattamente, i milioni che da anni affluiscono verso il leader di Reform UK da un pugno di uomini molto ricchi e molto interessati, e perché ogni volta che qualcuno prova a chiederlo la risposta è che non sono affari degli elettori?