L’Agenzia delle Entrate mette in atto un nuovo meccanismo per arrivare al pignoramento dei debiti fiscali delle partite Iva. Grazie ai dati del sistema di fatturazione elettronica, il Fisco sa chi sono i clienti del lavoratore autonomo. Così, può bloccarli con un pignoramento presso terzi e imporgli di pagare, invece del debitore, lo Stato.

Per il Fisco recuperare un debito dovuto da una partita Iva è diventato molto più semplice. Il motivo è che, con il provvedimento 153611/2026, è entrata in vigore una misura inserita nell'ultima legge di bilancio che permette all'Agenzia delle Entrate Riscossione di accedere ai dati delle fatture elettroniche. Così, gli agenti del Fisco possono sapere esattamente chi sono i clienti, e rivolgersi a loro. Qui scatta il pignoramento presso terzi: invece di pagare la partita Iva, l'azienda o il professionista saranno tenuti a pagare direttamente lo Stato.

Il meccanismo in sé esiste da tempo, ma per molti anni si è basato su informazioni poco aggiornate. L'effetto era che, quando l'Agenzia delle Entrate voleva rivolgersi ai clienti di una partita Iva, spesso non sapeva neanche con precisione chi fossero. E così i tempi si allungavano e la probabilità di recuperare il debito scendeva. Ora, le cose sono cambiate. Le fatture elettroniche permettono il pignoramento rapido delle partite Iva Nell'ultima legge di bilancio il governo Meloni ha dovuto rispettare uno degli impegni presi nel Pnrr, cioè quello di riformare l'amministrazione fiscale per renderla più digitale ed efficiente. Perciò, ha inserito una novità. La banca dati delle fatture elettroniche, che finora veniva usata in modo più limitato, è stata messa a disposizione degli agenti del Fisco che si occupano della riscossione. A fine maggio, poi, è arrivata la circolare che serviva per rendere operativa questa nuova misura.