Il passaggio dai chatbot all’IA agentica ha già una conseguenza concreta sulle reti aziendali: il traffico generato dagli agenti software supera di molto quello prodotto dagli esseri umani, e secondo le stime di Cisco è destinato a triplicare nell’arco di tre anni, man mano che gli agenti si moltiplicano fino a comparire sui singoli computer. È la premessa con cui l’azienda ha costruito gli annunci di Cisco Live, l’evento tecnologico che si è tenuto negli Stati Uniti a inizio giugno, ripresi poi in un incontro con la stampa italiana per inquadrarli nella strategia complessiva. La tesi di fondo è che la rete è la fondazione su cui poggiano i grandi sistemi di IA: senza un’infrastruttura performante e capace di reggere il carico degli agenti, quei sistemi non funzionano.
Al centro del quadro c’è Cisco Cloud Control, che l’azienda ha presentato come l’annuncio principale di Cisco Live e come base del proprio modello operativo, battezzato AgenticOps. L’idea è far lavorare nello stesso ambiente operatori umani e agenti di IA sulla gestione delle infrastrutture IT critiche: un unico accesso e una vista sola che riunisce networking, sicurezza, risorse di calcolo, osservabilità e collaboration, con il controllo che resta sempre nelle mani delle persone.








