Onorevole Vannacci, cosa pensa del voto di oggi che apre un'indagine sul partito dell'Europa delle nazioni sovrane (Esn)?«È un voto chiaramente politico, non ha nulla a che vedere con le indagini serie. In questo settore non c'è né un giudice né un tribunale né un reato. L'Europa sta diventando sempre più un'autarchia totalmente autoreferenziale. Lo aveva già dimostrato con Jacques Baud, l'analista svizzero che è stato sanzionato con il blocco dei conti e altre sanzioni dalla Commissione europea per aver espresso delle opinioni che probabilmente non piacevano alla Commissione stessa. Oggi succede la stessa cosa con Esn. Come sappiamo, il sistema giuridico prevede che le responsabilità siano individuali, e quindi eventualmente ne dovrebbero rispondere i singoli. E non mi risulta che questi singoli siano mai stati sanzionati dai sistemi giudiziari degli Stati di origine. Volevo rispondere anche a una cosa che è stata detta oggi pomeriggio dall'onorevole Brando Benifei, secondo cui un partito che a suo dire ha dei comportamenti misogini, islamofobi o antisemiti, non potrebbe ricevere finanziamenti dall'Europa. Io ricordo che a giugno di quest'anno, nel 2025, durante il voto generale dello scarico del budget del 2023, c'era un emendamento nel quale si chiedeva di non finanziare i movimenti terroristici o coloro vicini ai movimenti terroristici e di recuperare le somme ad essi eventualmente destinate. Guarda caso, proprio quell'emendamento fu votato in senso contrario in blocco da Pd, Movimento 5 Stelle, Forza Italia e dai partiti della sinistra. Dei finanziamenti a loro non interessa nulla, cercano di fare fuori politicamente un partito che invece sta raccogliendo il consenso di una larghissima fetta della popolazione. Ricordo che le persone che erano state indicate come eventualmente trasgressori di quelli che sono i principi dell'Unione europea fanno parte di Alternative für Deutschland in Germania, che guarda caso oggi è al 30% dei consensi; quindi, raggiunge il consenso di circa 20 milioni di abitanti, di cittadini tedeschi su 60 milioni di aventi diritto al voto». Anche il Ppe ha votato per l'apertura della procedura, così come Forza Italia. Come vede questo voto che in qualche modo è differenziato all'interno del centrodestra? Perché Patrioti e Conservatori hanno votato a favore.«No, non è differenziato. Io ho sempre detto che Ppe e Forza Italia votano insieme alla sinistra e all'estrema sinistra, quella che vorrebbe legalizzare le occupazioni delle case altrui, che si fa fotografare insieme ai terroristi finanziatori di Hamas. E che vorrebbe giustificare la rivolta sociale. Sono più le volte che il Ppe vota con la sinistra che il contrario. Il contrario, la famosa maggioranza Venezuela, è un'eccezione che conferma la regola. Questi sono gli interrogativi degli elettori di destra in Italia: avere un componente di questa alleanza di centrodestra che in Europa si schiera abitualmente con il PD e con la sinistra e continuare su questa linea, oppure finalmente avere un governo di destra che si distacchi dal fare gli interessi della sinistra, delle multinazionali e della Commissione europea, e magari anche della finanza». Forza Italia tra le motivazioni del suo voto a favore ha indicato la dichiarazione di un esponente olandese che parlava di remigrazione di massa. Stamattina Manfred Weber in conferenza stampa ha detto che la remigrazione non funzionerà perché l'Europa ha bisogno di lavoratori. Cosa risponde a queste parole?«Sul fatto che ci sia un esponente olandese che parla di remigrazione di massa, è una sua idea e deve essere liberissimo di poterla esprimere. Non vedo quale sia il concetto contrario ai principi ispiratori dell'Unione europea che vengono infranti, non esiste nulla. Riguardo a Weber, che come tanti altri cavalca il principio che la remigrazione è impossibile, io ricordo che la storia non la scrivono quelli che ci dicono cos'è impossibile fare, ma quelli che effettivamente la realizzano». Domani il Parlamento voterà su una risoluzione che riafferma il sostegno all'allargamento dell'Unione Europea verso l'Ucraina, al sostegno militare a Kiev, invita gli Stati membri a rafforzare la propria difesa. Qual è la sua posizione?«La mia posizione è sempre stata la stessa. Einstein diceva che è follia fare sempre le stesse cose aspettandosi risultati diversi. Sono 4 anni che noi sosteniamo questa strategia e sono 4 anni che ne paghiamo le conseguenze. Nulla si è mosso, l'esercito russo continua inesorabilmente ad avanzare in Ucraina, non c'è nessuna svolta tattica e strategica in Ucraina, e chi ne paga le conseguenze è l'Europa, che paga il prezzo dell'energia più alto di qualsiasi altra area industrializzata del pianeta e che è diventata completamente irrilevante. Non solo: adesso compra le armi dagli Stati Uniti per poi regalarle a Kiev, dopo aver già regalato 90 miliardi con il famoso "prestito", che non è un prestito ma è un regalo all'Ucraina. Questi sono tutti soldi che vengono sottratti ai nostri ospedali, alla nostra sanità, alle nostre pensioni, al nostro lavoro. Alla nostra assistenza, ai nostri cittadini incapienti. Quindi non si va da nessuna parte. Sull'allargamento all'Ucraina, ma perché dovremmo allargarci a un Paese che non rispetta nemmeno uno dei criteri di Copenaghen? Tra la corruzione, il rispetto dei diritti umani, il rispetto delle minoranze. È un Paese che ha vietato l'insegnamento non solo della lingua russa, avendo anche delle minoranze russofile, ma ha vietato la Chiesa ortodossa russa all'interno dell'Ucraina stessa. E questo sarebbe un paese che dovrebbe entrare a far parte dell'Unione europea, oltretutto causando un disastro da un punto di vista anche dell'agricoltura? Io sono contrario, lo ripeto e lo argomento anche». In chiusura: è arrivata la sentenza su Marine Le Pen, è stata riconosciuta colpevole ma potrà candidarsi alle presidenziali in Francia. Cosa pensa della vicenda giudiziaria e della candidatura eventuale?«Sulla vicenda giudiziaria non mi esprimo perché c'è una magistratura che ci ha lavorato, è stata condannata penalmente. Quello che urlava vendetta era questa interdizione dai pubblici uffici, in quanto era una pena accessoria, volendo, che il giudice aveva deciso di implementare, ma che dipendeva solamente dalla volontà del giudice. Non era una pena collegata con il reato commesso. Mi fa piacere che la democrazia sia stata ristabilita e che Marine Le Pen così potrà decidere se presentarsi o se non presentarsi alle prossime elezioni. A lei va il mio augurio di buona fortuna». E quindi è una candidatura che lei vede di buon occhio?«Sicuramente non supporterei Mélenchon».