Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiDonald Trump insediò, all’inizio della sua presidenza, la Commissione per la libertà religiosa, e ora essa, nel suo primo documento, sostiene che la storica separazione tra Stato e Chiesa è un “errore giuridico”, ovvero è sbagliata l’esistenza di un muro tra religione e politica, al contrario la religione può avere un ruolo più incisivo nella sfera pubblica e governativa americana.
Annota l’Aspen Institute: «Trump sta interpretando, in questi anni, una rivoluzione culturale e religiosa, prima che politica. Memorabile il passaggio del pastore evangelico Franklin Graham, il più seguito negli Stati Uniti, che ha fatto campagna elettorale per Trump e dopo l’attentato del luglio 2024 si è spinto a dire che il neo-presidente era stato scelto da Dio».
È indubbio che l’amministrazione americana stia pesantemente parteggiando per l’ultraconservatorismo cattolico. Gli attacchi del presidente al Papa (anche ciò non ha precedenti) confermano che per Trump non ci sono più frontiere da rispettare e che la sua guerra in Iran doveva essere benedetta dal Pontefice, prendendo come esempio quella in Ucraina, con Vladimir Putin che ha l’appoggio conclamato del Patriarca Kirill I (ma anche nei Paesi islamici religione e politica marciano assieme). Insomma, per Trump la religione dev’essere il braccio spirituale del potere politico, in completa sintonia. Siamo agli antipodi rispetto al principio della libera Chiesa in libero Stato.






