La storica separazione tra Stato e Chiesa, pilastro fondante della democrazia americana, viene messa apertamente in discussione. Una speciale Commissione per la libertà religiosa, istituita dall'amministrazione di Donald Trump, ha infatti elaborato una tesi dai contorni dirompenti, definendo l'attuale divisione tra la sfera istituzionale e quella confessionale come un vero e proprio "errore giuridico".Questa controversa presa di posizione è dettagliatamente argomentata all'interno di una bozza di un corposo rapporto di duecentoventiquattro pagine, visionata e anticipata in esclusiva dai giornalisti del Washington Post. Il documento, tuttavia, non si limita a una rilettura teorica o storica dei principi fondanti statunitensi, ma avanza richieste operative destinate a scatenare un acceso dibattito politico e giurisprudenziale d'oltreoceano.Nelle conclusioni del dossier, infatti, la Commissione rivolge una raccomandazione formale al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. L'esortazione è quella di emanare al più presto nuove e specifiche linee guida, con l'obiettivo dichiarato di promuovere e istituzionalizzare una radicale reinterpretazione del rapporto tra religione e governo, riscrivendo di fatto i confini dell'influenza della fede all'interno dell'azione politica e delle istituzioni federali americane.