La più grande democrazia dell'Occidente potrebbe compiere il più clamoroso passo indietro rispetto alla laicità dello Stato, cancellando secoli di separazione tra il potere temporale e quello spirituale. La commissione per la libertà religiosa, creata da Donald Trump a maggio dell'anno scorso, ha pubblicato un rapporto di oltre 220 pagine in cui si sostiene che la separazione tra Stato e Chiesa è un "errore giuridico".
Nel documento si raccomanda al dipartimento di Giustizia di emanare linee guida per promuovere una nuova interpretazione del rapporto tra religione e governo. E si esortano i gruppi di ispirazione religiosa che collaborano con il governo a non conformarsi alle leggi sui diritti civili o a qualsiasi disposizione in contrasto con le loro convinzioni. Una sorta di chiamata alle armi contro la laicità. Non solo, la commissione chiede che le scuole pubbliche consentano l'esposizione di simboli religiosi, come avviene in Texas con i Dieci Comandamenti nelle scuole pubbliche. Il documento chiede infine l'abrogazione del cosiddetto 'Johnson Amendment', la norma che vieta agli enti no-profit di esprimere sostegno a candidati o partiti politici. Insomma un cambiamento radicale rispetto ai principi della Costituzione americana che, nel primo emendamento, garantisce la separazione tra Stato e Chiesa. Un pilastro della democrazia a stelle e strisce, stabilito dai padri fondatori che volevano proteggere le istituzioni statali dalle ingerenze religiose e, allo stesso tempo, tutelare la libertà e l'autonomia delle diverse confessioni.








