Le audizioni sul controverso ddl Caccia entrano nel vivo alla Camera, mentre 57 associazioni ambientaliste chiedono il coinvolgimento della Commissione Ambiente e denunciano possibili ricadute su biodiversità e fauna selvatica. Ma cosa succede se dovesse passare il decreto?

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Parte questa sera in Commissione Agricoltura alla Camera una settimana che potrebbe rivelarsi decisiva per il futuro della legge sulla caccia in Italia. Prendono, infatti, il via le audizioni sul discusso disegno di legge che modifica la legge 157 del 1992 sulla tutela della fauna selvatica e sull’attività venatoria, già approvato dal Senato e ora all’esame di Montecitorio.

Ad essere ascoltate saranno alcune delle principali organizzazioni ambientaliste e scientifiche del Paese: Lipu, Legambiente, Wwf, Enpa, Lac, Oipa, la Società Italiana di Etologia e il Centro Italiano Studi Ornitologici. Un passaggio particolarmente atteso dopo settimane di forti contestazioni da parte del mondo ambientalista, che continua a denunciare i possibili effetti del provvedimento sulla biodiversità e sulla tutela delle specie selvatiche.

Nel frattempo cresce la pressione affinché il testo della legge “sparatutto” non venga esaminato esclusivamente dalla Commissione Agricoltura. Ben 57 associazioni – tra cui Lav, Leal, Legambiente, Lipu BirdLife Italia, Wwf Italia, Enpa, Greenpeace, Oipa, Lndc Animal Protection e Gaia Animali & Ambiente – hanno chiesto formalmente al presidente della Camera Lorenzo Fontana di coinvolgere anche la Commissione Ambiente nell’esame del provvedimento. Secondo le organizzazioni, infatti, la riforma non riguarda soltanto l’attività venatoria, ma interviene direttamente su temi come biodiversità, ecosistemi e tutela della fauna, materie che rientrano pienamente nelle competenze ambientali.