Genova - Il cronoprogramma, per il momento, non cambia, ma i costi rischiano di aumentare: sono queste le notizie che emergono dal punto sullo scolmatore del Bisagno fatto in Consiglio Regionale dall'assessore Giacomo Giampedrone, in risposta ad un'interrogazione del consigliere Simone D'Angelo (Pd). Per quanto riguarda i materiali, «nella prima fase c'era materiale argilloso e rischiavamo di non riuscire a scavare, scavavamo 4-6 metri al giorno perché era tutta argilla - spiega Giampedrone - Ora è migliore la solidità del materiale e stiamo scavando 16-18 metri al giorno, quindi 7-8 anelli della galleria. Anche con la miglior qualità del materiale, c'è una qualità complessiva che non sembra idonea al ripascimento, stiamo ancora valutando. Se fosse, si apre un tema di materiale che doveva rientrare nel costo dell'intervento, in un'economia circolare che non era rifiuto ma materiale riutilizzato. Non abbiamo deciso e non sappiamo cosa troviamo davanti, quello che abbiamo trovato finora sembra non avere l'idoneità per quel tipo di finalità. Se lo proietto per i 600-700.000 metri cubi che dobbiamo scavare, rischia ovviamente di essere un tema sia di costi che di siti idonei. Adesso ci troviamo in una fase dove, già da progetto, nei prossimi 300-400 metri invece torneremo al materiale argilloso, quindi torneremo alla fase iniziale, con qualche giorno di scavo e qualche giorno di sospensione dello scavo perché la fresa va pulita. Quello non sarà idoneo sicuramente al ripascimento, quello che viene dopo invece dovrebbe essere materiale migliore per lo scavo, non so se sarà meglio per il ripascimento. Io spero di sì, perché questo mi consentirebbe di compensare un po' le risorse».
Scolmatore, Giampedrone: “Materiale scavato sembra non idoneo al ripascimento, possibile aumento dei costi”
L’assessore ha detto che comunque “il cronoprogramma non cambia” e l’apertura della galleria in caso di emergenza resta fissata all’1 gennaio 2027









