SANTO STEFANO (BELLUNO) - In attesa dell’ordinanza di Anas sulla sospensione del cantiere all’interno della galleria Comelico, il sindaco di Santo Stefano esprime un sentimento bifronte: «Sono sollevato -dichiara Alfredo Comis- che i lavori continuino come da programma, nonostante la consistenza del materiale e la durezza della roccia e questo è merito del grande lavoro dell’impresa. Siamo stati fortunati sotto questo aspetto, perché l'organizzazione ha retto l'impatto. Al contempo, però, sono molto preoccupato perché l’impresa ha evidenziato con forza alcune problematicità: in particolare sulla sagoma dei mezzi pesanti e sulla velocità folle con cui certi affrontano il tratto di cantiere». Dietro queste parole si aprono vari scenari. Il peggiore? La temuta chiusura totale della galleria. Per evitare che la situazione precipiti, il primo cittadino ha deciso di muoversi immediatamente per canali istituzionali formali: il sindaco sta preparando una lettera urgente al prefetto di Belluno. L'obiettivo è richiedere un presidio fisso delle forze dell'ordine o l'installazione di sistemi di controllo elettronico della sagoma e della velocità prima dell'imbocco.
Galleria Comelico: ripartono i cantieri. Nuove modifiche alla viabilitàGli scenari Una serrata h24 del traforo rappresenterebbe uno scenario drammatico che isolerebbe il territorio, infliggendo un colpo mortale all'economia, al turismo e alla vita quotidiana dei pendolari. Sul fronte strettamente ingegneristico le notizie che giungono dal cuore della montagna raccontano una sfida geologica di altissimo livello. I lavori proseguono secondo il cronoprogramma e ciò nonostante le grandi difficoltà per via della resistenza della roccia, rivelatasi durissima, ben oltre le iniziali aspettative. Si tratta di una pietra ostica che ha costretto l'impresa a rivedere l'assetto operativo. Per non perdere terreno e scongiurare ritardi, all'interno del tunnel sono stati raddoppiati i macchinari. Grazie a questa massiccia iniezione di tecnologia e forza motrice, non ci sono rallentamenti: il ritmo resta serratissimo e la tabella di marcia viene difesa giorno dopo giorno. I tempi Intanto la prima vera boa di svolta cronologica è già fissata sul calendario: per Natale sarà inaugurato il nuovo viadotto d'uscita a Tarlisse, sul lato auronzano. Ma i benefici per chi si sposta all’interno del tunnel si faranno sentire ben prima dello scambio dei regali sotto l'albero. Già da settembre si assisterà a una significativa semplificazione della viabilità complessiva. «Il piano di gestione del traffico -spiega Comis- prevede una serie di modifiche sul transito che renderanno il passaggio decisamente più agevole di quello attuale. La sensazione diffusa, supportata dai dati tecnici, è che da settembre in poi il peggio possa essere ormai considerato alle spalle, aprendo la strada a una fase calante del disagio fino alla conclusione definitiva del maxi intervento». I pericoli A rovinare un quadro di per sé virtuoso e resiliente è dunque il fattore umano, nello specifico l’inciviltà stradale. Nonostante i divieti e le indicazioni millimetriche, continua ad esserci un accesso incontrollato di alcuni mezzi pesanti fuori quota. «Il limite massimo di altezza consentito e segnalato è di 4,20 metri, ma nei giorni scorsi si è registrato un episodio limite -aggiunge il sindaco- Un Tir ha letteralmente sbattuto contro la barra orizzontale, che delimita l’altezza, posta sopra la carreggiata a pochi metri dal foro comeliano, danneggiandola. Inoltre, i mezzi fuori sagoma, per non toccare i lati della volta, transitano inevitabilmente e pericolosamente al centro del tunnel, a cavallo delle due strette corsie, all’esterno del corridoio protetto proprio e di chi viaggia in senso contrario». Insomma, per l’amministratore, la situazione è giunta a un punto di non ritorno e i comportamenti di alcuni non possono vanificare gli sforzi monumentali fatti finora dalla collettività per ammodernare l'infrastruttura.









