Pubblicato il: 07/07/2026 – 13:42

NAPOLI Si è svolto oggi a Napoli il convegno “Banche di Credito cooperativo, Istituzioni e Mezzogiorno. Un’agenda per lo sviluppo sociale e territoriale”, nel corso del quale è stato presentato il nuovo Report Svimez realizzato per la Federazione delle Banche di Comunità Credito cooperativo Campania e Calabria. Il Report analizza l’andamento dell’economia del Mezzogiorno, il ruolo del credito cooperativo nello sviluppo dei territori e presenta il Bcc Credit Index, un nuovo indicatore che misura la competitività territoriale dei 954 comuni di Campania e Calabria. Il Rapporto integra l’analisi macroeconomica delle due Regioni, la lettura dell’attività di raccolta e impiego delle Bcc e un nuovo strumento di misurazione comunale della competitività territoriale – il Bcc Credit Index – calcolato per tutti i 954 comuni delle due regioni. Gli aggiornamenti di giugno 2026 confermano per il 2025 un rallentamento generalizzato delle maggiori economie europee. L’area Ue-27 cresce dell’1,5 per cento, ma frenano la Germania (+0,2 per cento), la Francia (+0,8 per cento) e la stessa Spagna, che pure resta la più dinamica (+2,8 per cento, in calo dal +3,5 per cento dell’anno precedente). In questo contesto l’Italia cresce dello +0,5 per cento ma conserva il miglior posizionamento cumulato tra le grandi economie continentali: +7,1 per cento nel 2021-2025, davanti a Germania (+0,7 per cento), Francia (+6,2 per cento) e media Ue (+6,6 per cento), seconda solo alla Spagna (+15,1 per cento). Nel quinquennio il Mezzogiorno si conferma l’area più dinamica del Paese, con una crescita cumulata del +9,5 per cento, contro il +7,1 per cento nazionale e il +6,6 per cento del Centro-Nord. Anche nel 2025 il Sud (+0,7 per cento) cresce leggermente più della media italiana (+0,5 per cento) e del Centro-Nord (+0,5 per cento), secondo solo al Centro (+1,0 per cento). Il differenziale favorevole riflette però fattori in larga parte irripetibili – l’onda lunga degli incentivi edilizi, l’effetto espansivo del Pnrr nella sua fase più matura, la chiusura del ciclo di coesione 2014-2020 – più che un mutamento strutturale del divario. Le due Regioni mostrano traiettorie divergenti. La Campania registra la crescita cumulata 2021-2025 più elevata tra le regioni italiane, +11,3 per cento (+0,9 per cento nel 2025). La Calabria si ferma a +5,2 per cento cumulato (+0,8 per cento nel 2025), scontando un’economia meno diversificata e una più lenta uscita dalla lunga fase recessiva avviata nel 2008. Un fattore di rischio specifico è la svolta protezionistica statunitense. Secondo le stime Svimez, i dazi del 2025 potrebbero sottrarre all’Italia circa 6,3 miliardi di valore aggiunto e quasi 90.000 occupati, di cui 13.300 nel Mezzogiorno. Per la Campania – prima regione del Sud per export verso gli Usa (1,93 miliardi) – l’impatto stimato è di -239 milioni di valore aggiunto e circa 4.700 occupati, concentrato in farmaceutica e agroalimentare; per la Calabria, di -31 milioni e 800 occupati, su una base export piccola ma ad alta specializzazione agroalimentare.