Doveva discutere la strategia difensiva per l'udienza del giorno successivo. È finita con una minaccia e la rinuncia al mandato. Vittima un'avvocata d'ufficio, aggredita verbalmente nel carcere di Bari dal proprio assistito, un uomo recluso per maltrattamenti in famiglia. I fatti ieri (lunedì 6 luglio).

Il colloquio, un incontro di routine tra difensore e cliente, sarebbe sfociato in un momento di tensione alla pretesa, da parte dell’uomo, di una risoluzione veloce del caso per lasciare al più presto il carcere. “Vedrai che ti succede se non esco da qui”, la minaccia del detenuto. L'intervento degli agenti penitenziari ha evitato conseguenze peggiori. La professionista, scossa dall'episodio, ha rimesso il mandato di difensore d'ufficio.

A renderlo noto è la Camera penale di Bari, che in un comunicato esprime “vicinanza e solidarietà alla collega” e ribadisce “l'inviolabilità della difesa”. Il presidente dell'associazione, Filippo Castellaneta, riferisce che la donna sarebbe stata offesa e minacciata “in modo violento”.

“Il dispiacere più grande è che la collega era il suo difensore d'ufficio e ha accettato di difenderlo proprio per garantirgli il diritto alla difesa”. E aggiunge: "Capita sempre più spesso che la pretesa del risultato immediato diventi minaccia e si trasformi in atto di violenza, fisica o anche verbale, come è successo alla nostra iscritta".