Il Ruanda si consolida come punto d’accesso per i mercati africani. La stabilità politica, una strategia governativa a lungo termine (Vision 2050), procedure amministrative snelle, incentivi fiscali e una forte attenzione alla sostenibilità fanno sì che il Paese si presenti agli investitori internazionali non solo come una destinazione emergente, ma come vero e proprio hub regionale.
Aprire una società a Kigali è un processo rapido e snello, sostenuto da normative locali che permettono agli investitori stranieri di detenere il 100% della proprietà aziendale. Viene così eliminato quel vincolo di partnership locali obbligatorie che spesso disincentiva o rallenta l’afflusso di capitali esteri in altre economie emergenti. Il pacchetto di agevolazioni fiscali è inoltre concepito per favorire le attività orientate all’export. Le società che destinano oltre l’80% della produzione ai mercati esteri beneficiano di un’imposta sul reddito ridotta al 15%; le agevolazioni risultano ancora più significative per i grandi investimenti, poiché i progetti orientati all’esportazione di valore superiore a 50 milioni di dollari possono beneficiare di un’esenzione totale dall’imposta societaria fino a sette anni. Un ulteriore elemento di attrattività per gli investitori stranieri è rappresentato dalla garanzia del libero e totale rimpatrio dei profitti, senza restrizioni. Il principale motore dell’attrazione degli investimenti è il Rwanda Development Board (RDB), l’agenzia governativa che opera come sportello unico e assiste gli imprenditori in tutte le fasi di costruzione e gestione dell’impresa. Il sistema, oltre a offrire significativi incentivi fiscali, promuove la creazione di zone franche (Export Processing Zones) pensate per agevolare le attività produttive destinate ai mercati internazionali.










