NAIROBI - L’Africa «vuole investimenti, non carità». Per sbloccarli, bisogna rivedere «l’architettura finanziaria» che penalizza l’afflusso di capitali e «scoraggia» l’interesse finanziario per uno dei Continenti più in ascesa sul versante demografico ed economico. Nei suoi interventi di apertura e chiusura dell’Africa Forward, il primo summit franco-africano in un Paese anglofono, il presidente keniota William Ruto ha insistito contro i «bias» di investitori e agenzie di rating verso le economie africane e i rincari record sul costo del debito africano.
L’appello di Ruto riecheggia l’insofferenza crescente dei governi verso i giudizi creditizi internazionali, culminati nel lancio di un’agenzia continentale e il conflitto fra la banca multilaterale Afreximbank e Fitch. Il presidente francese Emmanuel Macron, co-organizzatore del vertice, ha accolto l’appello e assicurato che proporrà al G7 di giugno un meccanismo di garanzia sulle perdite degli investimenti, ricordando il pacchetto di 23 miliardi di euro «mobilitati» dal vertice e annunciato l’11 maggio. «Ruto sarà a fianco a noi» al G7, ha sottolineato Macron nell’intervento conclusivo, confermando il sostegno francese a una riforma del sistema finanziario e delle storture sfavorevoli alle economie africane.








