Decarbonizzazione e sicurezza delle forniture sono temi centrali nel panorama energetico internazionale e rivestono un ruolo di primo piano anche nelle riflessioni sulla competitività e sull’evoluzione degli attuali sistemi produttivi.

Nel 2024, secondo un rapporto pubblicato dal gruppo assicurativo-finanziario SACE, gli investimenti globali nel settore energetico hanno superato i tremila miliardi di dollari. È interessante evidenziare come, di questi, circa due terzi abbiano riguardato le tecnologie per l’energia pulita, tra cui lo sviluppo delle rinnovabili, delle reti elettriche, dei sistemi di accumulo e dell’efficienza energetica; lo stesso andamento è previsto anche per il 2025. La transizione, in altre parole, è già in corso.

D’altro canto, si prevede che, nel medio periodo, la domanda di petrolio e gas rimanga sostenuta, e che tale richiesta, oltre a rallentare il passaggio verso fonti energetiche più pulite, contribuirà a mantenere sotto pressione il costo dell’energia.

In questo contesto, le imprese possono intervenire attraverso percorsi di efficientamento: l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ricorda infatti che chi migliora i propri sistemi di gestione può ottenere oltre risparmi annui superiori al 10% entro i primi tre anni e fino al 60% nel lungo periodo, beneficiando al contempo di una maggiore produttività e di un miglioramento della qualità dei processi e dei prodotti.