Valter Lavitola, ex giornalista ed editore, è indagato e perquisito nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma sull’attentato nell’ottobre scorso davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci. A lui viene contestata l’accusa di strage in concorso con i quattro soggetti già arrestati come esecutori materiali e con Gomes Clesio Tavares, cittadino camerunense di 47 anni ritenuto l’intermediario.L’ipotesi degli inquirenti è che possa essere stato il mandante dell’attentato dinamitardo e alla ricerca di riscontri sono stati sequestrati telefoni e pc che ora verrano analizzati.
L'amicizia tra Ranucci e Lavitola Eppure Sigfrido Ranucci dice al Corriere della Sera di essere molto provato da questa notizia. «Valter è un amico vero, fra di noi c'è un grande affetto. Da quando ho saputo del suo coinvolgimento presunto nell'attentato nei confronti miei e della mia famiglia sono stati giorni pesantissimi», diceL'ultima telefonata L'ultima telefonata qualche giorno fa, mentre i carabinieri lo stavano perquisendo. «Era agitato - dice - E anche io sono rimasto molto sorpreso da questo sviluppo delle indagini. Io sono amico di Valter. Dal 2019, dopo le nostre inchieste su quello che aveva fatto, con lui è nato un rapporto stretto. Non lo so, accade, sarà un caso di sindrome di Stoccolma. Ho letto le cronache che raccontano della famosa cena nel suo ristorante del 2023, ma quella non è certo una notizia: io vado a mangiare da lui molto spesso, almeno ogni due settimane. È un rapporto di amicizia che non ho mai nascosto». Io posso solo pensare che lui non avrebbe mai voluto fare del male a me e alla mia famiglia. Ho piena fiducia nel lavoro della magistratura e in quello dei nuclei dei carabinieri che stanno indagando su questa storia. «Il vero bersaglio non ero io?» E poi Ranucci insinua un dubbio. «Secondo me c'è qualcosa che non torna. Per esempio, sicuramente lui non poteva sapere quella sera quando sarei tornato a casa. Quindi posso immaginare, ma è solo una mia ipotesi, che l'attentato non fosse tanto diretto a me, piuttosto a qualcun altro per non farmi arrivare qualche notizia. Ecco perché comunque penso che non mi avrebbe mai fatto del male».Le indagini Secondo l’accusa Lavitola avrebbe dato mandato a Gomes Clesio Tavares «di individuare soggetti in grado di reperire esplosivo e farlo esplodere davanti all'abitazione di Ranucci» e «in un'occasione partecipando con Clesio Taveres a un sopralluogo nei pressi dell'abitazione del giornalista». Sopralluogo che secondo quanto ricostruito attraverso le celle telefoniche sarebbe avvenuto il 15 settembre, un mese prima dell’attentato dinamitardo. Gomes, come emerge dal decreto di perquisizione, risulta dipendente dal 2017 «della società Cefalù srl che gestisce il ristorante Cefalú Bistrò di pesce’ in viale dei Quattro Venti» nel quartiere Monteverde a Roma «esercizio commerciale riconducibile all'indagato Valter Lavitola».











