L’innovazione non è un processo istantaneo. Si sviluppa nel tempo, attraverso fasi successive di ricerca, applicazione, validazione e adattamento. E, talvolta, si estende oltre le generazioni. Nel caso della Sagrada Familia, questa dinamica assume una forma evidente. La realizzazione della visione di Antoni Gaudí, a cento anni dalla sua scomparsa, è il risultato infatti di un processo sviluppatosi lungo più di un secolo. “Gaudí era consapevole che, trattandosi di un’opera così maestosa e unica, non avrebbe avuto il tempo di vederla completata in vita. Sapeva anche che all’epoca non esistevano gli strumenti per farlo. Tuttavia, aveva una forte fiducia nel progresso e nella capacità di chi sarebbe arrivato dopo di lui di portare a termine la sua ambizione”, osserva Mara Panajia, presidente e amministratrice delegata di Henkel, che ha affiancato la Fundación Junta Constructora del Temple Expiatori de la Sagrada Família nel corso di oltre un decennio di collaborazione per il completamento delle sei torri centrali della basilica.
L’azienda fondata nel 1876 da Fritz Henkel ha contribuito alla realizzazione del sistema di costruzione modulare della Sagrada Familia con un adesivo strutturale ad alte prestazioni (il “Loctite Ea 9497”) prodotto nello stabilimento di Casarile, a Milano. Ma non è un caso isolato. Nel corso degli anni, Henkel è stata coinvolta in diversi interventi su patrimoni culturali di rilevanza mondiale, nei quali la componente tecnologica è stata chiamata a coniugarsi con l’esigenza della loro preservazione. “I nostri adesivi sono stati utilizzati nella Grande Muraglia cinese e nella barba della maschera dorata di Tutankhamon”, racconta la presidente. “Interventi complessi e delicati, realizzati con l’obiettivo di preservarne il valore e trasmetterlo alle generazioni future”.







