Soffitto della navata della Sagrada Familia (SBA73/Wikipedia)

“L’architettura crea l’organismo. Pertanto, deve essere governata da leggi in armonia con quelle della natura.” Queste parole di Antoni Gaudí racchiudono la sua idea di espressione artistica: l’essenza e il significato dell’architettura si trovano nella natura, come si vede bene anche nelle forme sinuose e organiche della sua opera più famosa, la Sagrada Familia di Barcellona (il cui nome completo in italiano è Tempio Espiatorio della Sacra Famiglia).

E proprio la basilica catalana il 10 giugno 2026 è stata al centro di una grandiosa festa, in cui il genio di Gaudí è stato celebrato in occasione del centenario della sua morte e del completamento in altezza del suo capolavoro. La Sagrada Familia ha infatti raggiunto il punto più alto del progetto originale, poco più di 140 anni dopo la posa della prima pietra, con la benedizione da parte di Papa Leone XIV della Torre di Gesù Cristo che svetta ora per 172,5 metri sopra la città.

L’ossessione per la Sagrada Familia

Ma chi era Gaudí? Nato a Reus in Catalogna nel 1852, il giovane Antoni manifesta fin da giovane un profondo legame con la sua terra, un carattere schivo e un’acuta capacità di osservazione del mondo naturale. Sebbene inizialmente considerato uno studente poco incline alle regole rigide della scuola di architettura di Barcellona, il suo talento e le sue idee originali emersero già nel progetto finale con cui si diploma nel 1878, portando il direttore della facoltà Elies Rogent a chiedersi se avesse conferito il titolo a “un pazzo o un genio, con il tempo si vedrà”.