L'idea fissa si chiama reddito di cittadinanza. È stato archiviato, sostituito dall'Assegno di Inclusione, e da allora l'occupazione è banalmente cresciuta

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La sinistra talvolta si comporta come quell'ex tossico che rivede lo spacciatore sotto casa e pensa: dai, solo una volta. L'idea fissa si chiama reddito di cittadinanza. È stato archiviato, sostituito dall'Assegno di Inclusione, e da allora l'occupazione è banalmente cresciuta. L'occupazione è salita a 24,34 milioni di cittadini, circa 270mila posti di lavoro in più in un anno: a maggio il tasso di disoccupazione è sceso al 5,0%, il livello più basso dall'inizio della serie storica nel 2004. E la disoccupazione giovanile? Al 15,1%, un altro minimo storico.Il reddito di cittadinanza non era un ammortizzatore sociale. Era un sedativo di massa mascherato da conquista di civiltà. Funzionava esattamente come il fentanyl funziona sul corpo: intorpidisce il dolore, la fatica di cercare lavoro, il fastidio di accettare un impiego non perfetto, l'incertezza di reinventarsi, e nel farlo spegne anche la voglia di reagire. Ti senti protetto. Nel frattempo diventi uno zombie economico: presente sulla carta, assente dal mercato.Se lo Stato ti paga per stare fermo, e il lavoro disponibile paga poco più del sussidio, la scelta razionale è restare fermi. Non è cattiveria, è incentivo. Lo spiegava Milton Friedman meglio di chiunque altro: non esistono pasti gratis, esistono solo conti che qualcun altro sta pagando al posto tuo, e nel frattempo ti sta anche disabituando a pagarteli da solo. Il reddito di cittadinanza aveva inoltre lo sconsiderato effetto di agevolare il lavoro nero e sottopagato: l'assegno di stato diventava un'integrazione di quanto si otteneva fuori busta.La vera domanda politica da porsi oggi non è quanto distribuire a chi non lavora, ma perché chi lavora guadagni così poco.