Microsoft ha tagliato 4.800 posti di lavoro questa settimana, circa il 2,1 per cento di una forza lavoro di 228 mila persone. I tagli si sono concentrati soprattutto sulla divisione Xbox e sulle strutture commerciali, di vendita e consulenza. In una nota interna, la Chief People Officer Amy Coleman ha spiegato la decisione parlando della necessità di riallineare investimenti, persone ed energie alle priorità dell’azienda. I tagli nell’area commerciale sono stati inoltre collegati all’iniziativa Frontier Company, con cui Microsoft vuole ripensare il proprio modo di lavorare e portare gli ingegneri più vicino ai clienti, per consentire loro di adottare la tecnologia più rapidamente. Il messaggio, per chi cercava un titolo semplice, era questo: quei posti di lavoro non vengono sostituiti da un modello di intelligenza artificiale. Prima di arrivare al punto, però, servono due precisazioni. La prima è che il ragionamento sugli organici non riguarda soltanto Microsoft. Vale per gran parte delle grandi aziende che stanno attraversando questa trasformazione. Microsoft è semplicemente quella che questa settimana ha fornito un pretesto su cui ragionare. La seconda è che nei conti dell’azienda c’è una variabile che poche altre società devono sostenere con la stessa intensità. Microsoft sta investendo somme enormi nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, al pari degli altri grandi hyperscaler che quest’anno stanno impegnando centinaia di miliardi di dollari nel settore. E quelle spese devono essere compensate da qualche parte nel conto economico. Ridurre i costi operativi del personale è una delle leve disponibili per difendere i margini mentre il conto delle infrastrutture continua a salire. Per questo i tagli non possono essere letti soltanto come un indicatore di come l’AI stia cambiando il lavoro. Mostrano anche quanto sia diventata costosa la scommessa di Microsoft sull’intelligenza artificiale.
Microsoft taglia 4.800 posti di lavoro, decimata la sezione Xbox. L'azienda: “Non è per l’AI”
La società di Redmond cerca di tranquilizzare i mercati, ma come tutti i grandi nomi dell’AI, deve fare i conti con un radicale cambiamento del concetto di lav…











