Tre giovani di origine africana fermati in piazza Dante con accuse di molestie mai denunciate: liberati due volte dai tribunali di Napoli e Potenza.
Robert, nome di fantasia, è uno dei protagonisti della vicenda
«Sbatti il mostro in prima pagina», con tanto di nomi e cognomi, accusa di essere irregolari e una presunta vicenda di molestie sessuali. Ad aggiungere elementi al contesto, la rissa con i poliziotti che si sono fatti refertare in ospedale e l'invio al Cpr, il Centro di permanenza per i rimpatri, struttura di detenzione per immigrati. Era stata presentata così la vicenda dei tre ragazzi di origine africana, residenti a Napoli ed in regola con i documenti, che sabato 27 giugno erano stati arrestati dalla polizia e spediti davanti al giudice per direttissima. Le prime notizie parlavano di molestie sessuali e pronto intervento degli agenti.
Ma la realtà dei fatti sembra essere ben diversa ed a testimoniarlo ci sono due sentenze, una del Tribunale di Napoli e l'altra del Tribunale di Potenza, che mettono entrambe in libertà i tre ragazzi, non ravvisando ulteriori pericoli per la società. Robert (nome di fantasia) è uno dei tre ragazzi protagonisti di questa assurda vicenda ed insieme al suo avvocato ha raccontato a Fanpage.it come si sarebbero svolti i fatti. A dare ragione a questa versione c'è la decisione del Tribunale di Napoli che ha rimesso in libertà i ragazzi, ma nonostante questo la Questura di Napoli ha deciso di spedirne due al Cpr di Palazzo San Gervasio. Ma anche lì, il Tribunale di Potenza ha deciso di rimetterli in libertà scrivendo nero su bianco che: «non si capisce su quali presupposti la Questura abbia deciso l'invio al Cpr». Intanto nessuna denuncia per molestie era stata presentata verso i tre ragazzi, che infatti sono stati chiamati a rispondere di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Sarebbe questa "la rissa", di cui però Fanpage.it è in grado di mostrarvi le immagini. I fatti di Piazza Dante: «Ora dico alla polizia che mi avete toccato» Robert, nome di fantasia, ha 21 anni, vive a Napoli dal 2023, studia e lavora, ed è titolare di una protezione internazionale, ha l'asilo politico, quindi è pienamente in regola con i documenti. I suoi due amici sono richiedenti asilo, in attesa dell'esito del loro iter davanti alla Commissione, pertanto non possono essere considerati cittadini irregolari. «Sabato 27 giugno eravamo a piazza Dante a sentire il concerto del Pride di Napoli, eravamo su una panchina per i fatti nostri» spiega il giovane a Fanpage.it. Ad avvicinarsi sarebbe stata proprio la donna italiana, intorno ai cinquant'anni: «È andata dal mio amico e gli ha chiesto se volesse parlare con lei, ma quando il mio amico si è rifiutato lei si è arrabbiata. Ha iniziato ad insultarci, ci ha chiesto se fossimo italiani e poi ci ha detto di tornare al nostro paese» spiega Robert. A quel punto proprio lui le avrebbe risposto in maniera sarcastica: «Le ho detto ok, facci tu il biglietto e torniamo a casa nostra. Ma lei si è arrabbiata ancora di più e ci ha insultato. A quel punto abbiamo iniziato a filmarla con lo smartphone, e lei ci ha detto adesso vado dalla polizia e dico che mi avete toccato».








