Le molestie sessuali ad una cinquantenne nella serata del Gay Pride a Napoli, nella centrale piazza Dante, dove la manifestazione si concludeva con un concerto, e poi l’arresto. Il 27 giugno a Napoli la Questura aveva diramato una nota stampa nella quale raccontava così la vicenda che avrebbe avuto come protagonisti tre migranti ventenni: uno del Ciad, uno del Benin ed uno della Costa d’Avorio. Uno è un rifugiato politico, gli altri due sono richiedenti asilo in attesa che sia definita la loro posizione. Negli atti processuali successivi a quella serata, tuttavia, non c’è traccia dell’ipotesi di reato di molestie sessuali perché a oggi non c’è alcuna denuncia relativa inoltre i filmati girati durante il fermo di uno dei tre dimostrano che gli agenti di polizia hanno operato con estrema aggressività.

«Il 27 sera – ricostruisce Lucia Esposito, l’avvocato che patrocina i ragazzi africani insieme ai suoi colleghi Fabio Gentile e Francesca Viviani – i tre ragazzi erano in piazza Dante. Mi hanno raccontato di essere stati avvicinati da una signora che ha chiesto di parlare con loro, con uno in particolare. Lui si è rifiutato e ne è nato un alterco». La donna, ricostruisce la difesa dei migranti, li avrebbe apostrofati dicendo che non sono italiani, non parlano italiano invitandoli a tornare al loro paese. L’avvocato Esposito: «I miei assistiti mi hanno detto che le hanno risposto sarcasticamente di comprare loro il biglietto e hanno iniziato a riprendere la scena con gli smartphone. Lei poi si è allontanata e ha minacciato, secondo quanto raccontano i miei assistiti, che avrebbe detto alla polizia che avevano provato a toccarla. È intervenuto dopo 10 o 15 minuti un uomo, presumibilmente il compagno, la discussione è ricominciata e lui ha aggredito fisicamente i giovani africani».