Nove Gran Premi sono bastati per certificare una cosa: il Mondiale non è più un affare esclusivamente della Mercedes. Il successo di Charles Leclerc a Silverstone, arrivato dopo quello di Lewis Hamilton a Barcellona, ha cambiato la percezione del campionato e rilanciato la Ferrari come seconda unica forza e principale rivale delle Frecce d'Argento. Tutti i quattro piloti delle due squadre hanno già conquistato almeno una vittoria e ora il vantaggio tra il primo in classifica, Antonelli, e l’ultimo dei due top team, Leclerc, parla di 71 punti di distacco con 13 gare e due Sprint ancora da disputare. Un equilibrio che, insomma, rende la corsa al titolo più aperta di quanto raccontasse la classifica fino a poche settimane fa, prima di Barcellona. La Mercedes però resta il punto di riferimento. Antonelli guida il Mondiale con 179 punti, Russell è sempre più alle sue spalle (ora a -25) ringraziando la fortuna — ritrovarsi 2° a fine GP quasi a caso, mentre il bolognese retrocedeva nelle posizioni per il problema al deflettore della ruota sinistra, ha avuto dell’incredibile — e la W17 continua a essere la monoposto più completa, soprattutto sulle piste dove la potenza della power unit fa la differenza. Il motore del team di Brackley rimane il riferimento della griglia nella gestione tra parte termica ed elettrica, un vantaggio che emerge soprattutto nei lunghi rettilinei e nelle piste ad alta efficienza, ma la Ferrari non ha mai smesso di rincorrere. Gli aggiornamenti introdotti nelle ultime settimane hanno cambiato il volto della SF-26, diventata progressivamente più competitiva: il successo di Hamilton in Spagna, la pole sfiorata in Austria, la Sprint conquistata a Silverstone e la vittoria di Leclerc in Gran Bretagna raccontano una crescita costante e non di un episodio isolato. Il punto di forza del Cavallino è diverso da quello Mercedes. La SF-26 si esalta nelle curve veloci grazie all’ottima efficienza del telaio, ha trovato una migliore finestra di utilizzo aerodinamica e riesce a gestire l'energia in modo molto efficace. Non da meno è l’affidabilità, dato che Hamilton è finora l'unico pilota della griglia ad aver sempre chiuso a punti, mentre la Mercedes ha già pagato diversi problemi. Per un terzo delle gare ci sono stati guasti: prima Russell in Canada per la centralina, poi Antonelli tra Spagna e Inghilterra. Una carta in più per il Cavallino che va giocata nel corso della stagione per cercare di raggiungere le Frecce d’Argento, che a Spa avranno una grande occasione su una pista favorevole e che mette in difficoltà Maranello: anche qui lunghi rettilinei e l’altura che può creare un problema alla piccola turbina delle SF-26, a causa dell’aria meno densa rispetto a Silverstone (sul livello del mare). Dopo il Belgio, però, ci sono Budapest e Zandvoort che, grazie al carico aerodinamico maggiore e alla capacità di far lavorare le gomme, potrebbe dare una mano alla Ferrari, chiamata a sbagliare pochissimo per cercare di sfruttare gli errori della Mercedes. E dalla parte di Maranello potrebbero esserci anche i piloti. Se in casa delle Frecce d’Argento Russell sembra in difficoltà e Kimi in grande forma, nel Cavallino c’è un grande equilibrio. Hamilton ha portato esperienza, continuità e una direzione tecnica chiara nello sviluppo della vettura, affidandosi a scelte personali interessanti, come quando ha detto di non voler puntare sui consigli del simulatore in Canada. Leclerc, dopo settimane complicate e i quattro punti negli ultimi tre GP prima di Silverstone, sembra invece aver finalmente trovato il feeling con la SF-26 grazie a dei cambi fatti alla sua vettura dopo la Sprint di sabato scorso. Insomma, se il Mondiale resta nelle mani della Mercedes, la Ferrari non è più una semplice inseguitrice. Ora ha una macchina credibile, due piloti forti, una convinzione che fino a un mese fa sembrava mancare e un team che riesce a lavorare bene (vedasi il setup subito azzeccato in pista venerdì). Altro aspetto importante per la rincorsa di Maranello sarà anche l’aggiornamento al motore che verrà introdotto con gli aiuti dell’Aduo, ovvero il sistema introdotto quest’anno della Fia che aiuta i team in difficoltà. Sia la Ferrari sia la Mercedes hanno ancora uno sviluppo da portare lato power unit — per la Rossa il momento potrebbe essere a Monza — e da lì si capirà molto di come proseguirà questa lotta. È infatti noto oramai che le SF-26 patiscono molto i cavalli sul dritto rispetto al team rivale, e per questo un grande upgrade farebbe di molto la differenza. Per trasformare la rincorsa in sorpasso, intanto, serviranno altri sviluppi tecnici, zero passi falsi e la capacità di sfruttare ogni minima occasione. È lì che si deciderà il titolo.