«Voglio fare chiarezza: nella stagione 2026/2027 il Toro disputerà le sue partite allo stadio Grande Torino. Il Comune, intanto, attende la proposta di partenariato pubblico-privato annunciata dal Toro in collaborazione col Politecnico: mi risulta in fase di elaborazione avanzata». Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo parla così del futuro dello stadio Olimpico nel tradizionale appuntamento del martedì mattina con ToRadio. E ribadisce la volontà piena, da parte della Città, di «dare al Toro una casa, uno stadio non di proprietà ma su cui fare investimenti a lungo termine». La manifestazione di interesse col Politecnico ormai quasi tre mesi fa Il riferimento è alla concessione dei diritti di superficie a lunghissimo termine - obiettivo: 99 anni - o a una concessione altrettanto lunga che il Toro può ottenere sullo stadio Grande Torino con la sua proposta di progetto che va presentata entro pochi mesi dalla formalizzazione della «manifestazione di interesse preliminare finalizzata alla successiva presentazione di una proposta di partenariato pubblico-privato mediante project financing» arrivata ormai lo scorso 24 aprile. Dalla manifestazione di interesse a oggi sono passati due mesi e mezzo. E tutto, finora, è rimasto sotto traccia. Allora il Toro era uscito allo scoperto dichiarandosi interessato allo stadio e annunciando la collaborazione col Politecnico. In questi mesi, l’ateneo ha lavorato fianco a fianco ai granata per definire il progetto che mira a conquistare il Comune per la gestione dello stadio. E non solo: «Nella proposta è incluso anche il Ronaldo - aggiunge il sindaco in radio - oggi centro giovanile del Toro su cui sono già stati fatti investimenti e ne si attendono ulteriori». L’iter amministrativo da seguire Con questa mossa, il Toro supererà il modello di gestione dello stadio avuto fin qui. Modello che prevedeva sì una concessione da parte del Comune ma più semplice, da rinnovare ogni volta, e con un canone di affitto da 500 mila euro annui. Le manutenzioni straordinarie, intanto, rimanevano a carico della Città. E programmare investimenti sullo stadio non era conveniente per il Torino Fc. Con una formula diversa, i granata vogliono di fatto mettere le mani sullo stadio in modo più continuativo. Quando? Funziona così: chi vuole assicurarsi un’area pubblica, manda il suo «project financing» al Comune. Il Comune lo valuta e, una volta approvato, apre un bando. Al bando può partecipare chiunque: chi ha mandato il progetto ed eventuali proposte concorrenti. Ma nel caso dello stadio è difficile che qualcuno concorrerà col Toro. La durata della concessione in base alla proposta di Cairo A scadenza dell’avviso pubblico, il Comune valuta il progetto migliore e aggiudica l’area. Alla fine, il bene resterà di proprietà del Comune, i lavori di riqualificazione saranno a carico del Toro che gestirà l’area versando un pagamento “calmierato” al Comune in base agli investimenti. Quanto durerà la concessione al Toro? Dipenderà dal valore dei lavori e del progetto che il Toro presenterà al Comune. Più Cairo investe, più lunga sarà la concessione del Comune. «Esprimo soddisfazione per l’avvio della procedura di evidenza pubblica a cui lavoravamo da tempo - aveva detto il patron del Toro ad aprile - La collaborazione con il Politecnico di Torino è la chiave per sviluppare un progetto credibile e sostenibile». Ora non resta che definire tutti i dettagli del progetto e presentarlo al Comune. La promessa di Lo Russo: «Valorizzare anche il Filadelfia» All’interno di una proposta come il project financing, sono previsti anche investimenti rivolti alla cittadinanza. Il progetto di Toro e Politecnico prevederà anche ricadute sul territorio circostante allo stadio. Ma il sindaco Lo Russo, nell’attesa di scoprire i dettagli del progetto su stadio e Robaldo, rilancia anche un altro grande nodo sentito soprattutto dai tifosi del Toro: «In prospettiva ovviamente speriamo di riuscire a valorizzare anche il Filadelfia, di proprietà però in questo caso della Fondazione Filadelfia». Nello storico stadio del Grande Torino, oggi casa degli allenamenti della prima squadra, molto è già stato fatto. Ma mancano ancora opere di completamento come la costruzione del museo ufficiale - oggi a Grugliasco - servizi ristoro e seggiolini disponibili, con le gradinate in curva.