Correva l’anno 2005 ed era precisamente il 2 settembre: Urbano Cairo si sporge da un balcone di Palazzo Civico a Torino: l’incubo per i tifosi è finito, l’era Cimminelli si conclude con un profluvio di annunci, promesse, sorrisi e strette di mano: «Il mio progetto è la Champions» dice l’imprenditore alessandrino allora quasi sconosciuto dopo aver acquisito, per un pugno di euro, il club. Il popolo granata esulta. Ecco la svolta tanto attesa al punto da boicottare ogni alternativa. A 21 anni da quel giorno, il Toro pare di nuovo sul mercato e proprio come allora i tifosi sono pronti ad abbracciare un nuovo presidente. L’ufficio in cui, nel 2005, si concluse la trattativa era quello di Paolo Peveraro, a quei tempi assessore a Bilancio e Patrimonio della giunta Chiamparino. Pentito? «La prego, non mi faccia parlare da tifoso granata». Pentito. «Diciamo che la Champions non l’abbiamo mai vista. Neanche da lontano». Si torna a parlare di vendita e, oggi come allora, i tifosi non vedono l’ora. «Furono giorni complessi, il club rischiava di affondare assieme al suo ultimo presidente, ogni mattina avevamo centinaia di ultras in piazza che urlavano tra rabbia e terrore. Ricordo ancora l’assalto all’hotel Campanile di Moncalieri dove si rifugiò Giovannone, dopo il tentativo di inserirsi nella trattativa».
Paolo Peveraro: “Toro in vendita? Il vero asset è lo stadio”
L’ex assessore di Chiamparino: «Al Comune interessa la ristrutturazione. Una lunga concessione aumenterebbe il valore del club»







