TORNA a riunirsi oggi il Consiglio regionale calabrese con un ordine del giorno che, sulla carta, non sembra destinato a ‘regalare’ emozioni. Questo non significa tuttavia che si prefiguri una seduta balneare, perché a scaldare il clima della vigilia è arrivata nei giorni scorsi la pronuncia dell’ufficio centrale per il referendum della Corte d’Appello di Catanzaro, che ha sancito la necessità di sottoporre a referendum popolare la norma sui sottosegretari.
L’opposizione ne chiederà conto, è prevedibile, alla maggioranza, che per ora non ha, sulla questione, un orientamento dichiarato. I giudici hanno ordinato al segretario generale del Consiglio regionale di avviare l’iter per il referendum sulla modifica che ha introdotto i sottosegretari nello Statuto. Il centrodestra non sembra ansioso di andare al voto su una pratica ad alto tasso di impopolarità: il rischio di rimediare una bocciatura è alto. L’ipotesi più quotata, al netto di spazi per possibili ricorsi, resta quella del ritiro della norma, che pure il presidente ha già attuato, perché ha nominato il primo (dei due) sottosegretari previsti. Al di là dello scontro politico, il Consiglio sarà chiamato ad affrontare un ordine del giorno che conta due proposte di legge, una proposta di provvedimento amministrativo, un ordine del giorno e una serie di nomine che spettano al Consiglio.










