di
Elena Tebano
Anthony Broadwater, nero, ha scontato 16 anni di carcere da innocente: un clamoroso errore giudiziario. Ora un'inchiesta di ProPublica rivela chi sarebbe il vero responsabile e gli errori nell'indagine precedente
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Alice Sebold aveva intitolato Lucky il memoir del 1999 in cui racconta il violento stupro subito quando era una studentessa al primo anno di università a Syracuse, per una frase che le aveva detto il poliziotto che raccolse la sua denuncia: «Sei fortunata. Una ragazza è stata stuprata e smembrata in quel posto tempo fa». Ora, dopo le nuove rivelazioni di un'inchiesta del sito ProPublica, quelle parole acquistano un significato più sinistro, e aggiungono una nuova dimensione a una vicenda in cui realtà e letteratura si sovrappongono e che mostra quanto i pregiudizi possano impedire che sia fatta giustizia. Come ha scritto ProPublica, «Sebold non era una vittima come le altre. In un’epoca in cui poche donne denunciavano gli stupri, lei descrisse pubblicamente la propria esperienza con dettagli strazianti — in articoli di opinione, nel programma “Oprah” e poi in un libro di memorie sull’aggressione e sulle sue conseguenze — ispirando altre donne a parlare apertamente piuttosto che vivere nel silenzio e nella vergogna».






